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Tag: furto

Accesso autorizzato al fascicolo e fotocopie dei documenti

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Non si configura il furto militare, neppure nella ipotesi del furto d’uso, a carico del soggetto che, senza autorizzazione, fotocopia  i documenti contenuti nel fascicolo che era stato oralmente autorizzato a consultare, poiché i documenti non possono dirsi sottratti, né usciti dalla disponibilità dell’amministrazione militare: il momentaneo possesso degli stessi al fine di fotocopiarli non può configurare il reato contestato.
(Cass. Penale Sez. 1^, sentenza 22 gennaio 2014, n. 16713)

Aggravante della destrezza, requisiti

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Non sussiste l’aggravante della destrezza nel caso in cui il derubato si trovi in altro luogo, ancorché contiguo, rispetto a quello in cui si sia consumata l’azione furtiva o comunque si sia allontanato da esso, in quanto in questo caso la condotta non è caratterizzata da particolare abilità dell’agente nell’eludere il controllo, ma dalla semplice temerarietà di cogliere un’opportunità in assenza di detto controllo.

Furto, cose esposte alla pubblica fede

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Nel reato di furto, la circostanza aggravante della esposizione del bene alla pubblica fede non sussiste qualora la tutela dello stesso risulti garantita da congegni idoeni ad assicurare una sorveglianza assidua e continuativa. (Fattispecie di furto di autovettura, parcheggiata su strada pubblica, munita di sistena di antifurto satellitare che ne consentiva la sorveglianza continua ad opera di incaricato del proprietario).
(Cass. Pen. Sez. V, 21 ottobre – 26 novembre 2008, n. 44157)

Furto con strappo e rapina, differenze

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La differenza tra il furto con strappo e la rapina risiede nella direzione della violenza, giacché è configurabile la rapina quando il fatto è commesso mediante violenza alla persona, mentre ricorre il furto con strappo quando la violenza è immediatamente rivolta verso la cosa e solo in via del tutto indiretta attinge la persona che la detiene; quando, cioè, il fatto è commesso mediante violenza sulla cosa anche se, a causa della relazione fisica intercorrente tra cosa sottratta e possessore, detta violenza abbia determinato una ripercussione indiretta e involontaria sulla vittima.
(Cass. Penale Sez. V, sentenza 10 ottobre – 19 novembre 2008, n. 43212)

Furto, destrezza

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Ciò che caratterizza la destrezza è la circostanza che l’agente si avvale di una sua particolare abilità (v. in questo senso Cass., sez. V, 23 marzo 2005 n. 15262, Gabriele, rv. 232140; sez. IV, 10 dicembre 2004 n. 10184, Illoni, rv. 230991) per distrarre la persona offesa, per indurla a prestare attenzione ad altre circostanze o, in sintesi, ad attenuare comunque la sua attenzione difensiva contro gli atti di impossessamento delle sue cose.
Questa interpretazione è accolta dalla giurisprudenza che ha più volte sottolineato come per ravvisare l’aggravante sia necessario comunque l’approfittamento di una qualunque situazione di tempo o di luogo idonea a sviare l’attenzione della persona offesa distogliendola dal controllo che normalmente viene esercitato sulla cosa al fine di garantirsene il possesso (v. Cass., sez. IV, 10 maggio 2007 n. 42672, Aspa, rv. 238296; sez. V, 10 ottobre 2005 n. 44018, rv. 232811; sez. V, 17 febbraio 2005 n. 12974, Russo, rv. 231123).
(Cass. Penale Sez. IV, sentenza 14 febbraio – 7 aprile 2009, n. 14492)

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