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Affidamento in prova: esito positivo ed effetti penali

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L’estinzione di ogni effetto penale, determinata dall’esito positivo dell’affidamento in prova al servizio sociale, comporta che delle relative condanne non si debba tener conto ai fini della recidiva.
(Cass. Sez. IV^ Penale, sentenza 17 settembre 2020, n. 28301)

Affidamento in prova al servizio sociale e attività lavorativa

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A differenza di quanto previsto per la concessione della misura della semilibertà, per l’ammissione del condannato all’affidamento in prova al servizio sociale, la disponibilità di una attività lavorativa è elemento che ha una rilevanza soltanto marginale ed eventuale, sicché la relativa mancanza non può da sola precluderne l’applicazione.
(Cass. Sez. 1^ Penale, sentenza 8 – 22 gennaio 2020, n. 2453)

Esito affidamento: forme di impugnazione

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Contro il provvedimento del Tribunale di sorveglianza, attinente alla valutazione dell’esito dell’affidamento in prova al servizio sociale, è esperibile opposizione davanti allo stesso Tribunale, che decide con le garanzie del contraddittorio camerale di cui all’art. 666 c.p.p. con la conseguenza che quando è invece proposto ricorso per cassazione, lo stesso, in forza del principio di conservazione delle impugnazioni, deve essere qualificato come opposizione e gli atti vanno trasmessi al giudice competente.
(Cass. Penale Sez. I, sentenza 22 giugno – 13 settembre 2016, n. 38048)

Affidamento in prova e pericolosità sociale

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Cio’ che rileva al fine dell’affidamento in prova al servizio sociale, e’ il grado di consapevolezza e di rieducazione raggiunto dal condannato, nonche’ l’evoluzione della sua personalita’ successivamente al fatto, al fine di consentire un’ulteriore evoluzione favorevole e un ottimale reinserimento sociale.
L’affidamento in prova al servizio sociale, infatti, non presuppone una totale assenza di pericolosita’ sociale del condannato, quale realizzabile solo attraverso il completamento del processo di rieducazione, ma postula soltanto l’esistenza di elementi dai quali possa desumersi l’avvenuto inizio di detto processo, da riguardarsi come concettualmente identico per qualsiasi condannato, indipendentemente dalla natura del reato commesso, dovendosi aver riguardo essenzialmente, in armonia con la visione laica cui si ispira l’ordinamento giuridico, alla prospettiva che il condannato acquisisca la consapevolezza della necessita’ di rispettare le leggi penali e di conformare, in genere, il proprio agire ai doveri inderogabili di solidarieta’ politica, economica e sociale sanciti dall’ordinamento medesimo.
(Cass. Penale Sez. V, sentenza 8 settembre 2015, 36833)

Revoca affidamento in prova: obblighi motivazionali

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Per poter procedere alla revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali, il Tribunale di Sorveglianza è tenuto a spiegare le ragioni per le quali le violazioni commesse possano considerarsi indici di un allontanamento dalle finalità proprie dell’istituto.
(Cass. Sezione I Penale, 26 marzo – 10 aprile 2015, n. 14843)

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