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Ricovero in luogo esterno di cura: inammissibilità reclamo ex art. 35bis

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Le ordinanze di rigetto delle istanze di ricovero in ospedale, avanzate ex art. 11 della legge. n. 354 del 1975, non sono soggette al reclamo giurisdizionale di cui all’art. 35-bis della legge. n. 354 del 1975, (aggiunto dall’art. 3, comma primo, lett. b, del D.L. n. 146 del 2013, conv. dalla legge. n. 10 del 2014), in quanto si tratta di provvedimenti a carattere amministrativo, inerenti alle modalità della detenzione, ma che non incidono sulla libertà personale del soggetto.
(Cass. pen. sez. I, sentenza 7 aprile – 23 luglio 2015, n. 32470)

Limiti del decreto di inammissibilità emesso “de plano”

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In tema di procedimento di sorveglianza, il decreto di inammissibilità per manifesta infondatezza può essere emesso “de plano”, ai sensi dell’art. 666, comma secondo, c.p.p. soltanto con riguardo ad una richiesta identica, per oggetto e per elementi giustificativi, ad altra già rigettata ovvero priva delle condizioni previste direttamente dalla legge e non, invece, con riferimento al reclamo al Tribunale avverso le decisioni del Magistrato di sorveglianza, che è riconducibile al “genus” della impugnazione, sicché la dichiarazione di inammissibilità, ricorrendo una delle tassative ragioni indicate nell’art. 591 c.p.p., è di competenza del giudice dell’impugnazione e, quindi, dell’organo collegiale e non del presidente del Tribunale di sorveglianza.
(Cass. Penale Sez. 1, sentenza  29 aprile – 8 giugno 2015, n. 24433)

Assegnazione del detenuto ad area riservata, natura del provvedimento

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E’ inammissibile il ricorso per cassazione avverso l’ordinanza con la quale il magistrato di sorveglianza respinge il reclamo avverso il provvedimento con cui l’Amministrazione carceraria abbia assegnato il detenuto ad una sezione riservata della Casa circondariale, essendo quest’ultimo un atto amministrativo adottato per ragioni organizzative dall’Amministrazione carceraria, non suscettibile di violare i diritti soggettivi del destinatario e, pertanto, non sindacabile in sede giurisdizionale.
(Cass. Penale Sez. VII, ordinanza 15 ottobre 2013 – 10 febbraio 2015, n. 6152)

Rigetto liberazione anticipata: forma dell’impugnazione

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Avverso l’ordinanza del Magistrato di Sorveglianza, che ha rigettato l’istanza volta ad ottenere la liberazione anticipata, non è ammesso ricorso diretto per cassazione, ma l’impugnazione deve essere rivolta al Tribunale di Sorveglianza nella forma del reclamo. Pertanto, il ricorso erroneamente proposto per saltum, per il principio di conservazione espresso dall’art. 568, comma 5, c.p.p., deve essere qualificato come reclamo e trasmesso al Tribunale di Sorveglianza cui spetta l’esame per competenza funzionale.
(Cass. Sezione I Penale, 1 aprile – 27 aprile 2015, n. 17417)

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