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Pedalata assistita e stato di ebbrezza

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L’applicazione della sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida, stante l’entrata in vigore dal 1 gennaio 2017 del Regolamento U.E. n. 168/2013, non si applica a tutti i mezzi a pedalata assistita, ma solo a quelli dotati di potenza superiore a 250 W (c.d. “cicli a propulsione”, con targa e per i quali è richiesta patente AM), mentre quelli di potenza pari o inferiore sono considerati velocipedi a tutti gli effetti ai sensi dell’art. 50 C.d.S.
(Cass. Penale Sez. IV, sentenza 27 febbraio – 22 maggio 2019, n. 2228)

Guida in stato di ebbrezza: quando il rifiuto di sottoporsi ad accertamenti non è reato

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Il reato di rifiuto di sottoporsi agli accertamenti alcoolimetrici (art. 186 C.d.S., comma 7) non è integrato laddove il conducente si oppone all’accompagnamento presso il più vicino Ufficio o Comando, non trattandosi di condotta tipizzata dal combinato disposto dei commi terzo e settimo di detto articolo.
Premesso che l’art. 186 C.d.S., comma 7 punisce il rifiuto del conducente di sottoporsi agli accertamenti di cui ai commi 3, 4 e 5, l’invito a seguire i Carabinieri non era riconducibile: a) nè al comma 3, in quanto i Carabinieri non possedevano l’etilometro; b) nè al comma 4, in quanto i militari non avevano invitato il B. presso il più vicino ufficio o comando. D’altra parte, il rifiuto opposto dal B. non era stato dallo stesso opposto ai sensi dell’art. 186, comma 5, in quanto di detto disposto difettava un fondamentale presupposto di operatività (ovvero l’accadimento di un incidente stradale).
In definitiva, il rifiuto del B. all’adempimento dell’obbligo di seguire i Carabinieri presso l’Ospedale, sito a molta distanza dal luogo del fatto (circa 10 km), non ha integrato la contravvenzione prevista dall’art. 186 C.d.S., comma 3.
(Cass. Penale Sez. IV, sentenza 12 luglio – 7 settembre 2017, n. 40758)

Tenuità del fatto e guida in stato di ebbrezza

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La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto può essere applicata ad entrambe le ipotesi di reato di cui all’art. 186/2, lett. b) e c), CdS. restando ferma la sanzione amministrativa della sospensione della petente di guida che dovrà, comunque, essere comminata dal Giudice penale.
(Cass. Sezione IV Penale, 9 settembre – 2 novembre 2015, n. 44132)

Guida in stato di ebbrezza: messa alla prova e sospensione della patente

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In caso di estinzione del reato di guida in stato di ebbrezza per messa alla prova ex art. 168 bis cod. pen., il giudice penale non può applicare la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, che è invece rimessa alla competenza del Prefetto ai sensi dell’art. 224 C.d.S.
(Cass. Penela Sez. IV, sentenza 17 settembre – 5 ottobre, n. 40069)

Guida in stato di ebbrezza: revoca patente

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La revoca della patente di guida, prevista come obbligatoria per l’ipotesi aggravata in cui il conducente in stato di ebrezza abbia causato un incidente stradale, deve essere disposta anche nel caso in cui, all’esito del giudizio di bilanciamento, sia stata riconosciuta l’equivalenza ovvero la prevalenza delle circostanze attenuanti generiche. Invero, le sanzioni amministrative accessorie della sospensione e della revoca della patente, sono sanzioni che si giustificano diversamente da quelle penali, poiché svolgono una funzione riparatoria dell’interesse pubblico violato diretta a dare una risposta efficace, non solo repressiva ma anche preventiva, rispetto a fatti plurioffensivi, ovvero dotati di una particolare pericolosità per la convivenza sociale e per gli interessi pubblici
(Cass. Sezione IV penale, 6 febbraio – 2 marzo 2015, n. 9170)

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