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Sequestro probatorio delegato e d’iniziativa: differenze e disciplina

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L’attività di PG necessita di convalida ex art. 355 c.p.p. tutte le volte in cui il decreto del PM non indichi l’oggetto specifico nella misura cautelare reale, ma contenga un generico richiamo a quanto rinvenuto; ciò poiché siffatta indeterminatezza rimette alla discrezionalità dei verbalizzanti l’individuazione del presupposto fondamentale del sequestro e cioè della qualifica dei beni come res delicti (o pertinenza del reato) per la quale attività non definitiva è richiesto un controllo dell’Autorità Giudiziaria.
(Tribunale per il Riesame di Roma, ordinanza 10-11 febbraio 2020, in proc. 969/19 RG Sequestri)

Computer forensics: estrazione copia e restituzione dispositivo

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E’ legittimo il provvedimento con cui il tribunale del riesame, pur in mancanza di una richiesta del pubblico ministero, disponga la restituzione dei dispositivi informatici sequestrati previa estrazione di “copia forense”, trattandosi di provvedimento che non implica l’adozione di una nuova misura cautelare, ma il riconoscimento della legittimità di quella già eseguita.
(Cass. Penale Sez. V, sentenza 9 settembre – 17 ottobre 2019, n. 42756)

Avvocati cassazionisti: il bando del CNF per l’ammissione al corso

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Sulla Gazzetta Ufficiale – Serie speciale Concorsi ed Esami n. 41 del 30 maggio 2017, è stato pubblicato il bando del Consiglio Nazionale Forense per l’ammissione al corso propedeutico all’iscrizione nell’Albo Speciale per il Patrocinio dinanzi alle Giurisdizioni Superiori.
(fonte: www.consiglionazioneleforense.it)

Sequestro probatorio: omessa motivazione, conseguenze

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Il sequestro probatorio mira ad assicurare al procedimento quelle res necessarie per l’accertamento dei fatti. Ciò posto, anche nel caso in cui il sequestro probatorio abbia ad oggetto res qualificabili come corpo del reato e/o pertinenti al reato, il pubblico ministero è tenuto a specificare le finalità probatorie che intende garantire attraverso il mantenimento del sequestro medesimo.

Richiesta di riesame dell’ente: formalità

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In tema di responsabilità da reato degli enti, è ammissibile la richiesta di riesame presentata, ai sensi dell’art. 324 c.p.p., avverso il decreto di sequestro preventivo dal difensore di fiducia nominato dal rappresentante dell’ente secondo il disposto dell’art. 96 c.p.p., ed in assenza di un previo atto formale di costituzione a norma del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, art. 39, sempre che, precedentemente o contestualmente alla esecuzione del sequestro, non sia stata comunicata la informazione di garanzia prevista dall’art. 57, del D.Lgs. medesimo.
In tema di responsabilità da reato degli enti, il rappresentante legale indagato o imputato del reato presupposto non può provvedere, a causa di tale condizione di incompatibilità, alla nomina del difensore di fiducia dell’ente, per il generale e assoluto divieto di rappresentanza posto dal D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 39.
E’ inammissibile, per difetto di legittimazione rilevabile di ufficio ai sensi dell’art. 591 c.p.c., comma 1, lett. a), la richiesta di riesame di decreto di sequestro preventivo presentata dal difensore dell’ente nominato dal rappresentante che sia imputato o indagato del reato da cui dipende l’illecito amministrativo.
(Cass. Sezioni Unite Penali, 28 maggio – 28 luglio 2015, n. 33041)

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