Tossicodipendenza e riconoscimento della continuazione

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Ai fini del riconoscimento della continuazione il Giudice deve tenere in considerazione i seguenti principi:
– il dubbio sulla ricorrenza o meno della continuazione deve essere risolto applicadno il principio del favor rei;
– la modificazione dell’art. 671 c.p.p., non ha introdotto una prova legale ma ha però stabilito un parametro legale di valutazione, nel senso che ai fini del giudzio in ordine alla ricorrenza del vincolo ex art. 81 c.p., è necessario considerare anche lo stato di tossicodipendenza, stato che il giudice non può ignorare;
– la connessione dei reati allo sato di tossicodipendenza è indizio rilevante a favore del riconoscimento del vincolo in parola;

– proprio il richiamo ex lege allo stato di tossicodipendenza esclude che per i soggetti tossiodipendenti possa ritenersi la distinizione tra disegno criminoso e scelta di vita, integrando la tossicodipendenza un modo di vivere;
– la scelta legislativa ha creato una connessione logica, non eludibile da parte del giudicante proprio perchè imposta dalla legge, tra stato di tossicodipendenza e probabilità del disegno criminoso, empiricamente fondanta sulla considerazione della serialità di condotte criminose del tossicodipendente motivate dalla necessità di inseguire il bisogno di approvvigionamento, considerazione, questa, giustificatrice della ratio mitigatrice della continuazione;
– anche i tradizionali indici rilevatori dell’identità del disegno criminoso, in primis quello temporale, devono essere valutati in relazione alla connessione logica innanzi indicata.
(Cass. Sezione I Penale, 17.1.14-3.7.14, n. 28836)