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Procedura Penale

Notificazioni all’imputato a mani proprie, conseguenze

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La Prima Sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato che il domicilio determinato ai sensi dell’art. 161, comma 2, cod. proc. pen., se la prima notificazione è avvenuta con consegna a mani proprie dell’imputato e questi non abbia eletto o dichiarato un diverso domicilio, va individuato nel luogo ove è avvenuta la prima notificazione, anche se effettuata in luogo diverso dal domicilio indicato sull’atto da notificare.
(Cass. Penale, Sez. Prima, sentenza 28 settembre – 8 novembre 2018, n. 50973)

Dichiarazioni rese in assenza delle garanzie difesive, essenziale lo scrutinio sulla spontaneità

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Le dichiarazioni spontanee, anche se rese in assenza del difensore e senza l’avviso di poter esercitare il diritto al silenzio, sono utilizzabili nella fase procedimentale nella misura in cui emerga con chiarezza che l’indagato abbia scelto di renderle liberamente, senza alcuna coercizione o sollecitazione.

Corpo di reato: per il sequestro serve specifica motivazione

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Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno affermato che il decreto di sequestro probatorio, così come l’eventuale decreto di convalida, anche qualora abbia ad oggetto cose costituenti corpo di reato, deve contenere una specifica motivazione in ordine alla finalità perseguita per l’accertamento dei fatti.
(Cass. Sezioni Unite Penali, sentenza 19 aprile – 27 luglio 2018, n. 36072)

Controversia sulla proprietà di cose in sequestro, disciplina

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La Prima Sezione penale della Corte di cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso avverso il provvedimento con cui il giudice dell’esecuzione rimette le parti innanzi al giudice civile per la risoluzione della controversia in materia di proprietà delle cose in sequestro, data la natura non decisoria bensì meramente ordinatoria della statuizione.
(Cass. Penale Sez. Prima, sentenza 25 giugno – 9 luglio 2018, n. 31088)

Estinzione del reato per condotte riparatorie, appellabilità

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La Prima Sezione della Corte di cassazione ha affermato che l’ordinanza emessa in dibattimento, all’inizio o nel corso dello stesso, di rigetto della richiesta di estinzione del reato per condotte riparatorie, ex art. 162 ter cod. pen., è appellabile unitamente alla sentenza di primo grado; detta ordinanza, comunque motivata, non è autonomamente impugnabile per abnormità, in quanto si colloca all’interno del sistema processuale e non determina alcuna stasi del procedimento.
(Cass. Penale Sez. Sesta 29 maggio – 28 giugno 2018, n. 29562)

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