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Sequestro probatorio delegato e d’iniziativa: differenze e disciplina

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L’attività di PG necessita di convalida ex art. 355 c.p.p. tutte le volte in cui il decreto del PM non indichi l’oggetto specifico nella misura cautelare reale, ma contenga un generico richiamo a quanto rinvenuto; ciò poiché siffatta indeterminatezza rimette alla discrezionalità dei verbalizzanti l’individuazione del presupposto fondamentale del sequestro e cioè della qualifica dei beni come res delicti (o pertinenza del reato) per la quale attività non definitiva è richiesto un controllo dell’Autorità Giudiziaria.
(Tribunale per il Riesame di Roma, ordinanza 10-11 febbraio 2020, in proc. 969/19 RG Sequestri)

Patteggiamento: poteri del giudice

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In caso di patteggiamento, il beneficio della sospensione condizionale della pena può essere concessa, in forza del rapporto negoziale che legittima la sentenza, soltanto se faccia parte integrante dell’accordo o se la questione relativa sia devoluta, esplicitamente e specificamente, da entrambe le parti al potere discrezionale del giudice, in quanto la mancata richiesta e la mancata devoluzione hanno significazione escludente, nel senso che, nel rispetto del principio dispositivo, la pronuncia del giudice non può travalicare i termini del patto ed il beneficio non può essere accordato d’ufficio.
(Cass. Sez. II Penale, sentenza 23 giugno 2020, n. 19382)

Attività integrativa di indagini in corso di giudizio, disciplina

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L’attività integrativa d’indagine da parte del pubblico ministero non è soggetta ad alcun limite cronologico finale coerentemente con il principio della parità delle parti nel processo stabilito dall’art. 111, comma secondo, cost., essendo il difensore legittimato allo svolgimento di attività di investigazione difensiva in ogni stato e grado del procedimento, ai sensi dell’art. 327-bis, comma secondo, c.p.p.
L’attribuzione alle parti del potere di svolgere investigazioni anche dopo il rinvio a giudizio e in ogni stato e grado del procedimento non significa che esse siano autorizzate all’immediata, e non altrimenti ordinata, richiesta al giudice di ammissione del dato di prova.

MAE: presentazione dell’impugnazione

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Con ordinanze n. 22819, 22820 e 22821 del 23 luglio 2020, non massimate, la Sesta sezione di questa Corte ha affermato il principio per cui il ricorso per cassazione contro i provvedimenti che decidono sulla consegna in esecuzione di un mandato di arresto europeo dev’essere necessariamente presentato nella cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, non potendo trovare applicazione il disposto dell’art. 582, comma 2, proc. pen., che ne autorizza il deposito anche nella cancelleria di un ufficio giudiziario del diverso luogo in cui il ricorrente eventualmente si trovi.
(Cass. Pen. Sez. Feriale, sentenza 20-21 agosto 2020, n. 23954)

MAE: nullità o inefficacia della misura cautelare applicata al consegnando

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In tema di mandato di arresto europeo, la Sesta sezione ha affermato che la nullità o la perdita di efficacia del provvedimento applicativo di una misura cautelare nei confronti del destinatario di una richiesta di consegna non incidono sulla legittimità della decisione favorevole alla consegna stessa, in quanto l’applicazione della misura cautelare non costituisce presupposto necessario del procedimento di cui alla legge n. 69 del 2005.
(Cass. Penale Sez. VI, sentenza 17 – 20 luglio 2020, n. 21579)

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