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Procedura Penale

Computer forensics: estrazione copia e restituzione dispositivo

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E’ legittimo il provvedimento con cui il tribunale del riesame, pur in mancanza di una richiesta del pubblico ministero, disponga la restituzione dei dispositivi informatici sequestrati previa estrazione di “copia forense”, trattandosi di provvedimento che non implica l’adozione di una nuova misura cautelare, ma il riconoscimento della legittimità di quella già eseguita.
(Cass. Penale Sez. V, sentenza 9 settembre – 17 ottobre 2019, n. 42756)

Atto di nomina: documentazione della data del conferimento

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Il difensore di fiducia, ove ne sia richiesto dall’autorità procedente, è tenuto a documentare la sua nomina esibendo:

  • la certificazione della nomina fatta all’autorità procedente con dichiarazione orale;
  • la copia della nomina recante l’attestazione dell’avvenuto deposito;
  • la copia della nomina, certificata conforme dallo stesso difensore, corredata dall’originale della ricevuta della raccomandata, rilasciata dal servizio postale.

Ciò è quanto emerge con chiarezza dal combinato disposto degli artt. 96 cod. proc. pen., 27 e 39 disp. att. cod. proc. pen.
(Cass. Sez. II Penale, sentenza 3 luglio – 2 agosto 2019, n. 35473)

Particolare tenuità del fatto e casellario giudiziale

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Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno affermato che il provvedimento di archiviazione per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis cod. pen. deve essere iscritto nel casellario giudiziale, fermo restando che non ne deve essere fatta menzione nei certificati rilasciati a richiesta dell’interessato, del datore di lavoro e della pubblica amministrazione.
(Cass. Sezioni Unite Penali, sentenza 30 maggio – 24 settembre 2019, n. 38954)

Indagini difensive: requisiti della richiesta di autorizzazione

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Sulla richiesta di autorizzazione del difensore all’assunzione di informazioni da persona detenuta ai sensi dell’art. 391-bis c.p.p., il giudice, senza sindacare il merito dell’atto istruttorio, ha un potere di valutazione del titolo di legittimazione, costituito non dal mero mandato difensivo, ma dall’indicazione dell’addebito per il quale si procede e dal legame della persona da sentire con il tema di indagine, in modo da consentire al giudice stesso, e prima ancora al pubblico ministero e al difensore della persona detenuta, di apprezzare l’esistenza di un interesse concreto, diretto ed attuale al compimento dell’atto.
(Cass. Penale Sez. 1^, sentenza 7 – 27 giugno 2019, n. 28216)

Elezione di domicilio e notifiche presso il difensore

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Se il difensore di ufficio indicato come domiciliatario non accetta detta veste come consentito dal comma 4-bis dell’art. 162 cod. proc. pen. (come introdotto della legge n. 103 del 2017) e l’imputato non provvede ad effettuare una nuova e diversa elezione di domicilio, si deve procedere comunque mediante notifica allo stesso difensore ai sensi dell’art. 161, comma 4, cod. proc. pen., diversamente determinandosi una situazione di stallo non superabile.
(Cass. Penale Sez. II, sentenza 3 maggio – 25 giugno 2019)

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