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	<title>SORVEGLIANZA - Osservatorio Penale</title>
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	<title>SORVEGLIANZA - Osservatorio Penale</title>
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		<title>Esercizio sublimato della sessualità e art. 41bis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Debora Zagami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2020 18:21:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SORVEGLIANZA]]></category>
		<category><![CDATA[detenuto]]></category>
		<category><![CDATA[reclamo]]></category>
		<category><![CDATA[sorveglianza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha accolto il reclamo proposto da un detenuto in regime 41bis OP avverso il diniego all&#8217;acquisto di riviste &#8220;per adulti&#8221; rinvenibili sul mercato, ritenuto illegittimo poiché limitativo del diritto alla sessualità del detenuto da esercitarsi acquistando e trattenendo la stampa (pubblicazione o rivista) di genere. (Tribunale Sorveglianza di Roma, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriopenale.it/esercizio-sublimato-della-sessualita-e-art-41bis/">Esercizio sublimato della sessualità e art. 41bis</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriopenale.it">Osservatorio Penale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;">Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha accolto il reclamo proposto da un detenuto in regime 41bis OP avverso il diniego all&#8217;acquisto di riviste &#8220;per adulti&#8221; rinvenibili sul mercato, ritenuto illegittimo poiché limitativo del diritto alla sessualità del detenuto da esercitarsi acquistando e trattenendo la stampa (pubblicazione o rivista) di genere.</h3>
<h5><strong>(Tribunale Sorveglianza di Roma, ordinanza 02-07/10/2020 in proc. 1118/2020)</strong></h5>
<blockquote>
<h5 style="text-align: justify;"><em>L&#8217;art. 19 della circolare DAP n. 3676 del 2 ottobre 20-17, si legge nell&#8217;ordinanza, prevede la possibilità di acquistare o sottoscrivere abbonamenti per il tramite della Direzione in base ad una procedura applicabile, con le garanzie di cui appresso, al caso in esame: la strada del reperimento della rivista all&#8217;esterno non pare impercorribile dopo l&#8217;avvento di internet che, anzi, costituisce un efficace strumento per effettuare qualunque acquisto on line.</em></h5>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Amministrazione carceraria ha deciso di fare a sua volta ricorso alla Corte Suprema di Cassazione &#8211; <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/niente-riviste-porno-41-bis-caso-finisce-cassazione-1904549.html" target="_blank" rel="noopener">leggi la notizia</a>.<cite></cite></p>
<h5><a href="https://www.osservatoriopenale.it/wp-content/uploads/2020/12/1118-2020.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong><span style="color: #808080;">TESTO INTEGRALE ORDINANZA</span></strong></a></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriopenale.it/esercizio-sublimato-della-sessualita-e-art-41bis/">Esercizio sublimato della sessualità e art. 41bis</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriopenale.it">Osservatorio Penale</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Affidamento in prova: esito positivo ed effetti penali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Debora Zagami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2020 13:49:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SORVEGLIANZA]]></category>
		<category><![CDATA[recidiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Cass. Sez. 4^ Pen. &#8211; sentenza 17/09/2020, n. 28301) L&#8217;estinzione di ogni effetto penale, determinata dall&#8217;esito positivo dell&#8217;affidamento in prova al servizio sociale, comporta che delle relative condanne non si debba tener conto ai fini della recidiva. TESTO INTEGRALE SENTENZA</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriopenale.it/affidamento-in-prova-esito-positivo-effetti-penali/">Affidamento in prova: esito positivo ed effetti penali</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriopenale.it">Osservatorio Penale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5><strong>(Cass. Sez. 4^ Pen. &#8211; sentenza 17/09/2020, n. 28301)</strong></h5>
<blockquote>
<h5 style="text-align: justify;"><em>L&#8217;estinzione di ogni effetto penale, determinata dall&#8217;esito positivo dell&#8217;affidamento in prova al servizio sociale, comporta che delle relative condanne non si debba tener conto ai fini della recidiva.</em></h5>
</blockquote>
<h5><a href="https://www.osservatoriopenale.it/wp-content/uploads/2020/10/28301-2020.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong><span style="color: #808080;">TESTO INTEGRALE SENTENZA</span></strong></a></h5>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriopenale.it/affidamento-in-prova-esito-positivo-effetti-penali/">Affidamento in prova: esito positivo ed effetti penali</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriopenale.it">Osservatorio Penale</a>.</p>
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		<title>Legittimo impedimento: sì alla comunicazione PEC</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Debora Zagami]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2020 09:10:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SORVEGLIANZA]]></category>
		<category><![CDATA[difensore]]></category>
		<category><![CDATA[PEC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel procedimento camerale di sorveglianza costituisce una causa di rinvio dell&#8217;udienza il legittimo impedimento del difensore, purché prontamente comunicato con qualunque mezzo, inclusa la posta elettronica certificata (PEC), sicché quando una tale circostanza risulti il giudice che ne abbia conoscenza è tenuto, qualora ne ricorrano i presupposti, a rinviare l&#8217;udienza. La Suprema Corte ha precisato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriopenale.it/legittimo-impedimento-si-alla-comunicazione-a-mezzo-pec/">Legittimo impedimento: sì alla comunicazione PEC</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriopenale.it">Osservatorio Penale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel procedimento camerale di sorveglianza costituisce una causa di rinvio dell&#8217;udienza il legittimo impedimento del difensore, purché prontamente comunicato con qualunque mezzo, inclusa la posta elettronica certificata (PEC), sicché quando una tale circostanza risulti il giudice che ne abbia conoscenza è tenuto, qualora ne ricorrano i presupposti, a rinviare l&#8217;udienza.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-6172"></span><br />
La Suprema Corte ha precisato che la diretta applicazione del Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale nel processo penale è soggetta ai limiti stabiliti dal regolamento ministeriale e, quindi, l&#8217;equiparazione introdotta dall&#8217;art. 48 del CAD tra raccomandata e PEC non ha diretta applicazione all&#8217;uso di tale strumento da parte dei difensori nel processo penale (e civile), se non nei limiti di quanto previsto dal decreto del Ministro della giustizia del 21 febbraio 2011, n. 44.<br />
Sulla questione dell&#8217;identificazione, i Giudici di legittimità chiariscono &#8211; ove ce ne fosse bisogno &#8211; che la posta elettronica certificata non attribuisce la paternità del documento trasmesso, svolgendo unicamente la funzione di certificare la provenienza del messaggio dalla casella di posta del mittente e la ricezione di esso da parte del destinatario (art. 48 Codice dell&#8217;amministrazione digitale, approvato con d.lgs. n. 82 del 2005).<br />
La paternità è, viceversa, attribuita dalla firma digitale che, tuttavia, in forza del citato DM n. 44 del 2011, non può essere utilizzata nel processo penale fino a quando non sarà adottato il decreto previsto dall&#8217;art. 35 del regolamento n. 44 del 2011.<br />
<strong>(Cass. Sez. 1^ Pen. &#8211; sentenza 17-22/07/2020, n. 21981)</strong></p>
<p><a href="https://www.osservatoriopenale.it/wp-content/uploads/2020/08/21981-2020.pdf" target="_blank" rel="noopener">TESTO INTEGRALE SENTENZA</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriopenale.it/legittimo-impedimento-si-alla-comunicazione-a-mezzo-pec/">Legittimo impedimento: sì alla comunicazione PEC</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriopenale.it">Osservatorio Penale</a>.</p>
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		<title>Affidamento in prova al servizio sociale e attività lavorativa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Debora Zagami]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2020 09:17:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SORVEGLIANZA]]></category>
		<category><![CDATA[affidamento]]></category>
		<category><![CDATA[detenzione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A differenza di quanto previsto per la concessione della misura della semilibertà, per l&#8217;ammissione del condannato all&#8217;affidamento in prova al servizio sociale, la disponibilità di una attività lavorativa è elemento che ha una rilevanza soltanto marginale ed eventuale, sicché la relativa mancanza non può da sola precluderne l’applicazione. (Cass. Sez. 1^ Penale, sentenza 8 &#8211; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriopenale.it/affidamento-in-prova-al-servizio-sociale-e-attivita-lavorativa/">Affidamento in prova al servizio sociale e attività lavorativa</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriopenale.it">Osservatorio Penale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A differenza di quanto previsto per la concessione della misura della semilibertà, per l&#8217;ammissione del condannato all&#8217;affidamento in prova al servizio sociale, la disponibilità di una attività lavorativa è elemento che ha una rilevanza soltanto marginale ed eventuale, sicché la relativa mancanza non può da sola precluderne l’applicazione.<br />
<strong>(Cass. Sez. 1^ Penale, sentenza 8 &#8211; 22 gennaio 2020, n. 2453)</strong><br />
<span id="more-5853"></span><br />
I Giudici di Piazza Cavour hanno confermato il pacifico orientamento secondo il quale non rientra tra i requisiti per la concessione della misura dell’affidamento in prova al servizio sociale la prospettiva di un lavoro stabile per il condannato, che può usufruire del beneficio pur quando non riesca a reperire un lavoro ma si impegni in attività utili, poiché lo svolgimento di un’attività lavorativa è soltanto uno degli elementi idonei a concorrere alla formazione del giudizio prognostico favorevole al reinserimento sociale del condannato, ma non può rappresentare una condizione ostativa di accesso alla misura qualora lo stesso non possa prestare tale attività per ragioni di età o di salute.</p>
<p><a href="https://www.osservatoriopenale.it/wp-content/uploads/2020/02/2453-2020.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span class="td_text_highlight_marker_yellow td_text_highlight_marker"><strong>Testo integrale sentenza</strong></span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriopenale.it/affidamento-in-prova-al-servizio-sociale-e-attivita-lavorativa/">Affidamento in prova al servizio sociale e attività lavorativa</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriopenale.it">Osservatorio Penale</a>.</p>
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		<item>
		<title>Spazzacorrotti e fase esecutiva: regime intertemporale</title>
		<link>https://www.osservatoriopenale.it/spazzacorrotti-e-fase-esecutiva-regime-intertemporale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Debora Zagami]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Dec 2019 19:13:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[SORVEGLIANZA]]></category>
		<category><![CDATA[esecuzione]]></category>
		<category><![CDATA[spazzacorrotti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Interessante pronuncia della Corte Suprema di Cassazione sulla inapplicabilità della legge 31 gennaio 2019 n. 3 (c.d. Spazzacorrotti) ai procedimenti esecutivi nei quali, all’entrata in vigore della nuova normativa, era già stato emesso l’ordine di esecuzione con sospensione della pena. L’ordine di esecuzione, il decreto di sospensione e la domanda di misura alternativa sono attività [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriopenale.it/spazzacorrotti-e-fase-esecutiva-regime-intertemporale/">Spazzacorrotti e fase esecutiva: regime intertemporale</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriopenale.it">Osservatorio Penale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Interessante pronuncia della Corte Suprema di Cassazione sulla inapplicabilità della legge 31 gennaio 2019 n. 3 (c.d. Spazzacorrotti) ai procedimenti esecutivi nei quali, all’entrata in vigore della nuova normativa, era già stato emesso l’ordine di esecuzione con sospensione della pena.<br />
<span id="more-5798"></span><br />
L’ordine di esecuzione, il decreto di sospensione e la domanda di misura alternativa sono attività processuali funzionalmente collegate in una sequenza processuale necessaria e inscindibile.<br />
La fattispecie complessa – che si genera con l’emissione dell’ordine di esecuzione e del relativo decreto – secondo la normativa vigente al momento dell’emissione produce poteri e facoltà nella sfera dell’esecutando che non possono essere unilateralmente modificati o sottratti attraverso interventi postumi, sia pur assunti in forza di quadri normativi sopravvenuti, ma privi di regole transitorie.<br />
L’indicata sequenza processuale apre all’esercizio di facoltà acquisite alla sfera giuridica del destinatario e, come tali, non più retrattabili.<br />
<strong>(Cass. Penale Sez. 1^, sentenza 20 settembre &#8211; 28 novembre 2019, n. 48499)</strong></p>
<p><a href="https://www.osservatoriopenale.it/wp-content/uploads/2019/12/48499-2019.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span class="td_text_highlight_marker_yellow td_text_highlight_marker"><strong>Testo sentenza (Avv. Giuseppina Ferro)</strong></span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriopenale.it/spazzacorrotti-e-fase-esecutiva-regime-intertemporale/">Spazzacorrotti e fase esecutiva: regime intertemporale</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriopenale.it">Osservatorio Penale</a>.</p>
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