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Stupefacenti: la Relazione del Massimario

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Prime riflessioni sulle possibili ricadute della sentenza n. 32/2014 della Corte costituzionale sul trattamento sanzionatorio in materia di sostanze stupefacenti.

L’Ufficio del Massimario della Suprema Corte di Cassazione, con la Relazione 20/2014, traccia gli orientamenti che verrano adottati in questa materia.

Stupefacenti: efficacia drogante e offensività della condotta

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Ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 73 DPR 309/90, è necessario dimostrare, con assoluta certezza, che il principio attivo contenuto nella dose destinata allo spaccio, o comunque oggetto di cessione, sia di entità tale da poter produrre in concreto un effetto drogante.

Detenzione stupefacenti: onere probatorio

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La finalizzazione alla cessione della sostanza stupefacente, in caso di semplice detenzione, deve essere oggetto di prova rigorosa ed indefettibile da parte dell’accusa. A tal fine, il superamento degli indici quantitativi indicati dalla legge deve essere considerato alla stregua di una delle possibili fonti di prova piuttosto che quale elemento costitutivo del reato.
(Tribunale di Roma – GUP Minunni, Sentenza 21 maggio – 7 giugno 13, n. 1257)

Stupefacenti: le Sezioni Unite sull’uso di gruppo

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Pur a seguito delle modifiche normative introdotte dalla legge 21 febbraio 2006 n. 49 agli articoli 73 e 75 del DPR 9 ottobre 1990 n. 309, non sono punibili penalmente, e rientrano pertanto nella sfera dell’illecito amministrativo di cui all’art. 75, l’acquisto e la detenzione di sostanze stupefacenti destinate all’uso personale che avvengano sin dall’inizio anche per conto di soggetti diversi dall’agente, quando è certa fin dall’inizio l’identità dei medesimi nonché manifesta la loro volontà di procurarsi le sostanze destinate al proprio consumo.
(Cass. Sezioni Unite penali, sentenza 31 gennaio – 10 giugno 2013, n. 25401)

Stupefacenti: requisiti del lavoro di pubblica utilità

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La sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilita’ non costituisce, infatti, un diritto dell’imputato, essendo rimessa la relativa applicazione all’apprezzamento discrezionale del decidente, da esercitarsi avendo riguardo principalmente al parametro costituzionale espresso dall’articolo 27, in particolare, sub specie, della idoneita’ della misura a tendere alla rieducazione del condannato, ai parametri di cui agli articoli 132 e 133 c.p., oltre che ai parametri dettagliati nello stesso articolo 73, comma 5 bis.
(Cass. Sezione III Penale, 23 febbraio 2011, n. 6876)

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