Sorveglianza

Immutabilità del giudice: applicabilità

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Il principio di immutabilità del giudice trova applicazione anche nel procedimento di sorveglianza e comporta che la decisione sia assunta dallo stesso giudice che ha provveduto alla trattazione, ma non impedisce che possano essere utilizzati gli atti acquisiti in precedenza davanti altro giudice, nel caso in cui le parti presenti non si siano opposte né abbiano esplicitamente richiesto di rinnovare la trattazione.
(Cass. Penale Sez. 1, sentenza 5 – 26 aprile 2016 n. 17146)

Esito affidamento: forme di impugnazione

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Contro il provvedimento del Tribunale di sorveglianza, attinente alla valutazione dell’esito dell’affidamento in prova al servizio sociale, è esperibile opposizione davanti allo stesso Tribunale, che decide con le garanzie del contraddittorio camerale di cui all’art. 666 c.p.p. con la conseguenza che quando è invece proposto ricorso per cassazione, lo stesso, in forza del principio di conservazione delle impugnazioni, deve essere qualificato come opposizione e gli atti vanno trasmessi al giudice competente.
(Cass. Penale Sez. I, sentenza 22 giugno – 13 settembre 2016, n. 38048)

Detenzione domiciliare per motivi di salute: presupposti

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La misura di cui all’ art. 47-ter, comma 1, lett. c), Ord. Pen. può essere disposta, in luogo del rinvio dell’esecuzione della pena, se le condizioni di salute, pur particolarmente gravi, non presentino le suddette caratteristiche di sofferenza o di prognosi infausta e richiedano i contatti con gli indicati presidi sanitari, e il condannato, malgrado il suo stato di salute, sia in grado di partecipare consapevolmente a un processo rieducativo, che si attua attraverso i previsti interventi obbligatori del servizio sociale, e presenti un livello di pericolosità sociale che faccia ritenere ancora necessario un controllo da parte dello Stato.
(Cass. Sezione I Penale, 9.7.15-1.4.16, n. 13211)

Permesso premio per matrimonio: concedibilità

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Non costituisce motivo grave che, se accertato, può legittimare la concessione di permesso al detenuto a norma dell’art. 30 della L. 26 luglio 1975, n. 354,  la necessità di trascorrere un breve periodo di tempo con il coniuge, al fine di consumare il matrimonio celebrato in carcere da parte di detenuto che non si trovi ancora nelle condizioni di poter beneficiare del permesso premio ai sensi del successivo art. 30-ter.
(Cass. Sezione I Penale, 29 settembre 2015 – 12 gennaio 2016, n. 882)

Remissione del debito: definizione di indigenza

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Ai fini del riconoscimento della remissione del debito per spese di giustizia e di mantenimento in carcere, il requisito delle disagiate condizioni economiche richiesto sia dall’abrogata L. n. 354 del 1975, art. 56, che dal vigente D.P.R. n. 115 del 2002, art. 6, è integrato non solo quando il soggetto si trovi in stato di indigenza, ma anche quando l’adempimento del debito comporti un serio e considerevole squilibrio del suo bilancio domestico, tale da precludere il soddisfacimento di elementari esigenze vitali e compromettere quindi il recupero ed il reinserimento sociale
(Cass. Sezione I Penale, 17 giugno – 8 settembre 2014, n. 37275)

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