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Sorveglianza

Natura della sanzione sostituiva dell’espulsione

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Lo straniero che versa nelle condizioni di legge per poter usufruire della sanzione sostitutiva dell’espulsione ex art 16, comma quinto D.Lgs.vo n.286/98 (e pertanto sia identificato, detenuto, si trovi in taluna delle situazioni indicate nell’articolo 13, comma 2 D.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, debba scontare una pena detentiva anche residua, non superiore a due anni e la condanna non riguardi uno o più delitta previsti dall’ articolo 407, conuna 2, lettera a, del codice di procedura penale, ovvero i delitti previsti dallo stesso D.Lgs.vo citato) è titolare di un diritto ad essere espulso (giusto il chiaro tenore della norma che utilizza l’espressione è disposta l’espulsione) con esclusione di qualsivoglia potere discrezionale da parte del giudice di merito circa la sua concedibilità o del potere del P.M. di rilasciare il nulla osta all’emissione del relativo provvedimento.

Misure alternative alla detenzione, competenza del tribunale militare di sorveglianza

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Sulla richiesta di affidamento in prova al servizio sociale da parte di soggetto che sia stato condannato dall’autorità giudiziaria militare, è competente a provvedere, pur quando sia sopravvenuta la perdita della qualità di militare (nella specie, per collocamento in congedo), il tribunale militare di sorveglianza e non il tribunale di sorveglianza ordinario.
(Cass. Pen. Sezioni Unite, 22 settembre 2006, n. 31461)

“41bis” non applicabile al mero partecipe del gruppo criminale

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Il novellato articolo 41 bis O.P. consente la sospensione delle normali regole di trattamento soltanto nei confronti dei detenuti e degli internati per i delitti di cui al primo periodo dell’art. 4 bis O.P. nella ipotesi in cui ricorrano elementi tali da far ritenere la sussistenza dei collegamenti con una associazione criminosa.

Trattamento penitenziario, mancata consegna di corrispondenza

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E’ illegittimo il provvedimento con cui il tribunale di sorveglianza rigetti il reclamo del detenuto sottoposto al regime di cui all’art. 41bis L. 26 luglio 1975 n. 354 (c.d. ordinamento penitenziario) che lamenti il trattenimento di una pubblicazione indirizzatagli, allorché esso sia motivato con il richiamo a un generico pericolo per l’ordine e la sicurezza dell’istituto, senza l’indicazione di alcun elemento di fatto dal quale poter desumere, sia pure in forma sintetica, l’esistenza dell’asserito pregiudizio.
(Cass. Pen. Sez. I, 15 maggio 2008, n. 17799 – ric. Lioce)

Reclami 41bis, competenza territoriale

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La competenza a decidere sui reclami in ordine ai provvedimenti di sospensione delle normali regole di trattamento dei detenuti e degli internati, è attribuita al Tribunale di Sorveglianza che ha giurisdizione sull’Istituto di pena cui sia assegnato il detenuto o l’internato sottoposto al regime di cui all’art.41bis predetto ed è una competenza inderogabile che può essere rilevataanche d’ufficio in ogni stato egrado del giudizo.

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Alla lettura del dispositivo l’imputato applaude sarcasticamente accompagnando il gesto con la frase “adesso è contento PM?”. E' oltraggio a magistrato in udienza - https://www.osservatoriopenale.it/oltraggio-a-magistrato-in-udienza/