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Sorveglianza

Art. 58 quater e condanna per evasione

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La condanna per il delitto di evasione non è automaticamente preclusiva della possibilità di concessione di benefici penitenziari, nella specie della detenzione domiciliare, dovendo il giudice impegnarsi nell’esame approfondito della personalità del condannato e nella sua effettiva, perdurante, pericolosità sociale, oltre che sulla verifica della sussistenza di tutte le condizioni richieste per la concessione del beneficio.
(Cass. Penale Sez. I, sentenza 6 – 28 maggio 2009, n. 22368)

Misure alternative e cumulo, competenza territoriale

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Qualora, dopo la presentazione, da parte del condannato, dell’istanza di accesso ad una misura alternativa alla detenzione in riferimento alla pena inflitta con una o più sentenze definitive, sopraggiungano altre decisioni irrevocabili di condanna emesse da giudici di diversi distretti di corte d’appello e tali sentenze siano assorbite in apposito provvedimento di cumulo adottato dal pubblico ministero territorialmente competente ai sensi dell’art. 663 c.p.p., rimane ferma, in attuazione del principio stabilito dall’art. 656, comma 6, c.p.p., la competenza per territorio del tribunale di sorveglianza radicatasi con riferimento alla situazione esistente al momento della richiesta della misura alternativa.
(Cass. Penale, Sez. I, sentenza 24 novembre 2009 – 13 gennaio 2010, n. 1137)

Misure alternative e ordinanza di custodia

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L’emissione di ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di condannato affidato in prova al servizio sociale ne determina solo la sospensione dell’esecuzione per la durata della misura custodiale, ma non comporta la revoca automatica della misura alternativa, che è correlata alla valutazione della condotta attribuita all’affidato con il provvedimento cautelare.
(Cass. Penale Sez. I, 18 – 26 febbraio 2009, n. 8656)

Riproposizione di istanza già rigettata

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L’istanza di affidamento in prova al servizio sociale, avanzata dallo stesso soggetto che, in precedenza e a breve distanza di tempo, ha invano richiesto la concessione della detenzione domiciliare, costituisce riproposizione di una richiesta già rigettata a norma dell’art. 666, comma 2, c.p.p., ove non risultino deduzioni apprezzabili come elementi di novità.
(Cass. Penale Sez. I, 18 marzo – 16 aprile 2009, n. 15961)

Perquisizioni personali a detenuti, condizioni di legittimità

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“La perquisizione non può essere esercitata ad libitum da parte dell’amministrazione penitenziaria, dovendo ricorrere i motivi di sicurezza di cui all’art. 34 legge 354/’75. Il regolamento di esecuzione e quello interno, disciplinano le singole ipotesi in cui dette esigenze possono essere ritenute sussistenti. Tra queste rientra il trasferimento del detenuto da un istituto all’altro, e in tal caso la perquisizione personale è eseguita prima della partenza (art. 83 d.p.r. 230/2000; si veda anche il regolamento interno dell’Istituto Rebibbia NC acquisito in atti – cfr. ordine servizio n. 65 del 22.5.2003).

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