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Riabilitazione speciale per il minorenne

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In tema di riabilitazione speciale per i minorenni, la Prima sezione penale della Corte di cassazione ha affermato che, ai sensi dell’art. 24, r.d.l. 20 luglio 1934, n. 1404, ove la prova dell’emenda del minore condannato appaia a una prima indagine insufficiente, il giudice ha il potere-dovere di differire la decisione ad un momento successivo, entro il compimento del venticinquesimo anno di età, ed è tenuto a dare adeguata motivazione del discrezionale esercizio di tale potere-dovere.
(Cass. Penale Sez. 1^ sentenza 18 febbraio – 4 marzo 2019, n. 9425)

Trattamento penitenziario e orientamento sessuale

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Il Magistrato di sorveglianza di Spoleto in attuazione del principio contenuto nell’art. 1 dell’Ordinamento Penitenziario, come riformato dal D.Lgs. 123/2018, in virtù del quale ciascun detenuto ha diritto ad un trattamento improntato ad assoluta imparzialità, senza discriminazioni in ordine a sesso, identità di genere, orientamento sessuale, razza, nazionalità, condizioni economiche e sociali, opinioni politiche e credenze religiose, ha riconosciuto il diritto della persona che abbia dichiarato il proprio orientamento omosessuale ad essere assegnata a sezione separata, dichiarando illegittima l’allocazione in una sezione protetta e promiscua, insieme a detenuti portatori di diverse e anche opposte esigenze di protezione (sex offenders, collaboratori di giustizia, ecc.).
(Magistrato di Sorveglianza di Spoleto, ordinanza 18-29 dicembre 2018, in proc. n. 2018/7461)

Il tentativo non rientra nei reati ostativi ex art. 4 bis O.P.

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Il divieto di concessione di misure alternative alla detenzione e di benefici penitenziari, imposto dall’art. 4-bis Ord. Pen. per la commissione di taluni gravi delitti ivi previsti, opera esclusivamente per i reati consumati, e non per le corrispondenti fattispecie commesse nella forma tentata, per il carattere autonomo del tentativo e per la natura eccezionale della norma che deroga al principio generale di accesso ai benefici penitenziari.

In materia di concessione delle misure alternative alla detenzione (come pure di liberazione condizionale e rinvio dell’esecuzione delle pena), la competenza a provvedere spetta al Tribunale di sorveglianza, a norma dell’art. 70 Ord. Pen., mentre l’omonimo Magistrato può adottare solo provvedimenti provvisori, dal carattere interlocutorio e destinati ad essere assorbiti dalla decisione collegiale. Pertanto, il Magistrato di Sorveglianza non può decidere autonomamente sull’ammissibilità dell’istanza proposta dal detenuto.
(Cass. Sezione I Penale, 15.12.17-14.2.18, n. 7240)

Madri condannate: detenzione domiciliare speciale e reati ostativi

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La Suprema Corte di Cassazione ha confermato che, successivamente alla pronunzia delle sentenze della Corte Costituzionale n. 239 del 2014 e n. 76 del 2017, la detenzione domiciliare speciale di cui all’art. 47quinquies Ord. Pen. può essere concessa anche se è intervenuta condanna per uno dei delitti previsti dall’art. 4-bis Ord. Pen., senza che sia necessario il previo accertamento della collaborazione con la giustizia e, nelle ipotesi contemplate dal comma 1-bis del citato art. 47quinquies, anche se non siano già stati espiati un terzo della pena inflitta o quindici anni di detenzione, in caso di condanna alla pena dell’ergastolo.
(Cass. Penale Sez. I^, sentenza 31 ottobre 2018 – 10 gennaio 2019, n. 1029)

Trattenimento vaglia postale: obblighi motivazionali

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Il provvedimento del magistrato di sorveglianza di trattenimento di un vaglia postale inviato al detenuto in regime di 41 bis o.p. da persona diversa dai familiari in regime di 41 bis o.p. deve essere motivato in ordine alle effettive ragioni per le quali si ritiene sussistente il pericolo di collegamento con l’organizzazione criminale esterna.
(Cass. Sezione I Penale, 16 novembre – 13 dicembre 2018, n. 56197)

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