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Affidamento in prova al servizio sociale e attività lavorativa

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A differenza di quanto previsto per la concessione della misura della semilibertà, per l’ammissione del condannato all’affidamento in prova al servizio sociale, la disponibilità di una attività lavorativa è elemento che ha una rilevanza soltanto marginale ed eventuale, sicché la relativa mancanza non può da sola precluderne l’applicazione.
(Cass. Sez. 1^ Penale, sentenza 8 – 22 gennaio 2020, n. 2453)

Spazzacorrotti e fase esecutiva: regime intertemporale

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Interessante pronuncia della Corte Suprema di Cassazione sulla inapplicabilità della legge 31 gennaio 2019 n. 3 (c.d. Spazzacorrotti) ai procedimenti esecutivi nei quali, all’entrata in vigore della nuova normativa, era già stato emesso l’ordine di esecuzione con sospensione della pena.

Pemessi premio e art. 4bis: la pericolosità sociale diventa relativa

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La Corte Costituzionale, a seguito dell’udienza del 22 ottobre 2019, in cui era chiamata a pronunciarsi su due questioni di legittimità costituzionale sollevate sia dalla Corte di Cassazione che dal Tribunale di Sorveglianza di Perugia, in merito alla legittimità dell’articolo 4 bis O.P. in relazione alla possibilità di accesso al beneficio del permesso premio anche per il condannato all’ergastolo che non abbia collaborato con la giustizia, si è pronunciata accogliendo le questioni.

La sentenza sula caso Viola/Italia diviene definitiva

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La sentenza che lo scorso 13 giugno aveva negato la compatibilità del c.d. ergastolo ostativo previsto dall’art. 4 bis della Legge sull’Ordinamento penitenziario con l’art. 3 della Convenzione, ai sensi dell’art. 44 §2 (c) della stessa Convenzione deve dunque ritenersi definitiva.
Secondo la Corte l’ergastolo ostativo, si pone, dunque, in contrasto con l’art. 3 della Convenzione che vieta la tortura, le punizioni degradanti e disumane, con ciò negando di fatto la possibilità per il detenuto di intraprendere un percorso rieducativo.

Sospensione esecuzione e violazione prescrizioni

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Il Tribunale di sorveglianza non è tenuto al rispetto del termine di cui all’art. 51 ter Ord. pen. nel caso in cui abbia ricevuto la trasmissione degli atti da parte del magistrato di sorveglianza a causa della violazione delle prescrizioni imposte al condannato agli arresti domiciliari che, intervenuta l’irrevocabilità della sentenza, si allontani poi dal luogo di custodia o tenga comportamenti incompatibili con la prosecuzione della misura, atteso lo stretto collegamento tra la previsione dell’art. 51 ter Ord. pen. e il procedimento di revoca della misura alternativa, mentre diverso è il fondamento relativo alla caducazione del regime degli arresti domiciliari “esecutivi”, ex art. 656, comma 10, cod. proc. pen., strettamente calibrato sui profili inerenti la pericolosità sociale della persona e il suo grado.
(Cass. Penale Sez. 1^, sentenza 17 luglio – 13 agosto 2019, n. 36090)

DA LEGGERE

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TRIBUNALE DI ROMA: Provvedimento del Presidente Prot. n. 4569 del 27.03.2020 (#UpDate 27.03.2020 ore 16:05). LEGGI TUTTO QUI: https://www.ordineavvocatiroma.it/wp-content/uploads/2020/03/Tribunale-Ordinario-di-Roma-27032020.pdf

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Comune di Siena sospende la traduzione nella lingue dei segni delle dirette giornaliere con la stampa https://www.radiosienatv.it/comune-di-siena-sospende-la-traduzione-nella-lingue-dei-segni-delle-dirette-giornaliere-con-la-stampa/ via @@RadioSienaTV