Misure Cautelari

Testimonianza “de relato” e misure cautelari

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Sono utilizzabili per l’adozione di provvedimenti cautelari le dichiarazioni di persone informate sui fatti riferite dalla polizia giudiziaria, per le quali opererebbe in dibattimento in dibattimento il divieto di testimonianza “de relato” previsto dall’art. 195, comma 4, c.p.p., datol’alto grado di probabilità che divengano prove in sede dibattimentale mediante l’escussione, in qualità di testimone, della persona che le ha rese.
(Cass. Pen. Sez. I, 21 gennaio – 11 febbraio 2009, n. 5991)

Erronea dichiarazione di latitanza, consuguenze

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L’erronea dichiarazione di latitanza, formulata in assenza di prove della volontaria irreperibilità qualificata dalla consapevolezza che il provvedimento restrittivo è stato o può essere emesso, determina la nullità degli atti conseguenti, in specie della citazione a giudizio e della sentenza contestualmente pronunciata, che pertanto deve essere annullata senza rinvio.
(Cass. Pen. Sez. I, 17 dicembre 2008 – 5 febbraio 2009, n. 5032)

Pericolo di reiterazione del reato e divieto di espatrio

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Il Tribunale per il Riesame di Roma revoca la misura cautelare del divieto di espatrio sul presupposto che “il decorso di un tempo notevole dalla commissione dei fatti (ottobre 2007) e dall’inizio dell’applicazione, in varie forme, delle misure cautelari, impone di ritenere ormai cessate esigenze riconducibili alla lettera C) dell’art. 274 c.p.p., anche perché, essendo il mercato italiano (purtroppo) in grado di costituire fonte di approvvigionamento di qualsiasi tipo di sostanza stupefacente, l’attuale misura del divieto di espatrio si rivela inidonea a fronteggiare il pericolo di commissione di delitti dello stesso tipo di quello per cui si procede”.

Dichiarazioni del correo, utilizzabilità

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Le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia oltre il termine di centottanta giorni dalla manifestazione della volontà di collaborare, sono utilizzabili nella fase delle indagini preliminari, in particolare ai fini della emissione delle misure cautelari personali e reali, oltre che nell’udienza preliminare e nel giudizio abbreviato.
(Cass. Penale Sezioni Unite, 13 gennaio 2009, n. 1149)

Custodia cautelare, determinazione pena

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In tema di misure cautelari nel procedimento minorile, in caso di concorso di circostanze aggravanti ed attenuanti deve farsi riferimento alla regola generale secondo cui, per determinare la pena agli effetti dell’applicazione delle misure cautelari, deve applicarsi l’aumento massimo per le circostanze aggravanti e la diminuzione minima per le circostanze attenuanti.
(Cass. Pen. Sez. IV, 10 aprile 2008, n. 15153 – ric. Duric)

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