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Misure Cautelari

MAE: nullità o inefficacia della misura cautelare applicata al consegnando

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In tema di mandato di arresto europeo, la Sesta sezione ha affermato che la nullità o la perdita di efficacia del provvedimento applicativo di una misura cautelare nei confronti del destinatario di una richiesta di consegna non incidono sulla legittimità della decisione favorevole alla consegna stessa, in quanto l’applicazione della misura cautelare non costituisce presupposto necessario del procedimento di cui alla legge n. 69 del 2005.
(Cass. Penale Sez. VI, sentenza 17 – 20 luglio 2020, n. 21579)

Sequestro conservativo e trascrizione ex art. 2645ter c.c.

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In tema di sequestro conservativo, perché lo stesso possa legittimamente cadere su beni gravati da un vincolo di destinazione precedentemente trascritto si sensi dell’art. 2645ter c.c. occorre che detta trascrizione sia stata disposta a titolo gratuito dopo la commissione del reato, trovando in tal caso applicazione la regola dettata dall’art. 192 c.p. secondo cui: “Gli atti a titolo gratuito compiuti dal colpevole dopo il reato non hanno efficacia rispetto ai crediti indicati nell’art. 189 “.
(Cass. Sez. Quinta Penale, sentenza 18 ottobre 2017 – 17 gennaio 2018, n. 1935)

Criteri di scelta della misura: prognosi sulla pena da comminarsi

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Con l’intervento normativo realizzato dal legislatore attraverso il D.L. 26 giugno 2014, art. 8, è stato modificato l’art. 275 c.p.p., comma 2 bis, prevedendosi come ulteriore caso in cui non può essere applicata o mantenuta la misura della custodia cautelare in carcere, quello in cui il giudice ritenga che con la sentenza di condanna, pronunciata all’esito del giudizio, la pena comminata non sarà superiore a tre anni.
(Cass. Penale Sez. Feriale, sentenza 22 luglio – 27 ottobre 2014, n. 44789)

Rimedi risarcitori e modifiche al codice di rito

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In vigore dal 1 luglio 2014 il decreto legge n. 92, con il quale si sono previsti rimedi risarcitori in favore dei detenuti e degli internati che hanno subito un trattamento in violazione dell’art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali.

Art. 73, effetti della incostituzionalità sui termini di custodia

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Il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Roma, con l’ordinanza 7 marzo 2014, provvede a scarcerare l’indagato per i capi di incolpazione riguardanti le c.d. “droghe leggere” poiché a seguito della recentissima pronuncia della Corte Costituzionale (la n. 32 del 2014 – per cui rivive la precedente disciplina sanzionatoria: detenzione illecita di sostanza stupefacente di cui alle tabelle II e IV pena detentiva da un minimo di due ad un massimo di sei anni di reclusione) viene ad essere modificata anche la durata dei termini di fase della custodia cautelare che pertanto, ai sensi dell’art. 303 lett. a n.1 c.p.p., si riporta a tre mesi di reclusione.

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