Ingiusta Detenzione

Estinzione del reato per prescrizione

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Non è configurabile il diritto alla riparazione per l’ingiusta detenzione in caso di estinzione del reato per prescrizione, a meno che la durata della custodia cautelare sofferta risulti superiore alla misura della pena astrattamente irrogabile, o a quella in concreto inflitta, ma solo per la parte di detenzione subita in eccedenza, ovvero quando risulti accertata in astratto la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento dell’ingiustizia formale della privazione della libertà.

Strategia difensiva e diritto alla riparazione

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Se è certamente vero che è consentito al giudice della riparazione prendere in esame e valutare, ai fini del giudizio riparatorio, la condotta processuale del richiedente e la sua stessa strategia difensiva, è anche vero che lo stesso giudice deve accertare se tale condotta sia stata causa, anche solo concorrente, dell’adozione del provvedimento ingiusto, ovvero della protrazione dei suoi effetti. Invero, è proprio l’accertato rapporto di causa/effetto che legittima il riconoscimento della rilevanza negativa, nel giudizio di riparazione, della strategia difensiva, comunque legittima, dell’imputato (nel caso di specie, la domanda di riparazione era stata rigettata in quanto l’imputato si era avvalso della facoltà di non rispondere ed era rimasto assente durante il dibattimento).
(Cass. penale sez. IV, 3.6.2010 – 24.9.2010, n. 866)
 

Ingiusta detenzione, ricorso per cassazione

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In tema di riparazione per ingiusta detenzione, l’interessato, ai fini della proposizione del ricorso per cassazione, può avere un solo difensore, sicché, in caso di presentazione di più ricorsi sottoscritti da distinti difensori, dovrà tenersi conto di quello presentato dal difensore nominato per primo e, in caso di nomine in pari data, della priorità nella presentazione del ricorso.
(Cass. Penale Sez. IV, 20 novembre 2008 – 27 gennaio 2009, n. 3620)

Ingiusta detenzione, termine di presentazione del ricorso

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In tema di riparazione per l’ingiusta detenzione, il termine per la presentazione della domanda decorre, pur quando si vuol far valere l’ingiustizia della custodia cautelare sofferta per titolo illegittimo, dal momento in cui è divenuta definitiva la sentenza di proscioglimento o di condanna e non da quello dell’irrevocabilità della pronunzia che ha concluso il procedimento cautelare.
(Cass. Penale Sez. IV, 24 marzo – 8 maggio 2009, n. 19666)

Ingiusta detenzione, parametri per determinare l’indennizzo

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In tema di liquidazione dell’indennizzo previsto a titolo di riparazione per l’ingiusta detenzione (articolo 314 e ss. c.p.p.), il canone base per la liquidazione è costituito dal rapporto tra la somma massima posta a disposizione dal legislatore (€ 516.456,90), il termine di durata massima della custodia cautelare (di cui all’art 303, co. 4, c.p.p., espresso in giorni) e la durata dell’ingiusta detenzione patita nel caso concreto. Tale criterio aritmetico di calcolo, rispetto al quale, in particolare, la somma che ne deriva (€ 235,82 per ciascun giorno di detenzione in carcere) può essere ragionevolmente dimezzata (€ 177,91) nel caso di detenzione domiciliare, attesa la sua minore afflittività, costituisc, però, solo una base utile per sottrarre la determinazione dell’indennizzo a un’eccessiva discrezionalità del giudice e garantire in modo razionale una uniformità di giudizio.

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