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Indagini e Udienza Preliminare

Corpo di reato: per il sequestro serve specifica motivazione

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Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno affermato che il decreto di sequestro probatorio, così come l’eventuale decreto di convalida, anche qualora abbia ad oggetto cose costituenti corpo di reato, deve contenere una specifica motivazione in ordine alla finalità perseguita per l’accertamento dei fatti.
(Cass. Sezioni Unite Penali, sentenza 19 aprile – 27 luglio 2018, n. 36072)

Ritardata iscrizione nel registro 335: conseguenze

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Confermato il principio espresso dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione 40538/2009 secondo cui “in tema di iscrizione della notizia di reato nel registro di cui all’art. 335 c.p.p., il Pubblico Ministero, non appena riscontrata la corrispondenza di un fatto di cui abbia avuto notizia ad una fattispecie di reato, è tenuto a provvedere alla iscrizione della notitia criminis senza che possa configurarsi un suo potere discrezionale al riguardo. Ugualmente, una volta riscontrati, contestualmente o successivamente, elementi obiettivi di identificazione del soggetto cui il reato è attribuito, il pubblico ministero è tenuto a iscriverne il nome con altrettanta tempestività”
(Cass. Penale Sez. 5^, sentenza 4 luglio – 28 settembre 2017, n. 44909)

Abbreviato atipico e modifica dell’imputazione

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Con una interessante e dotta ordinanza, il GIP presso il Tribunale Ordinario di Roma ha fornito i necessari chiarimenti in merito alle scansioni processuali e le relative facoltà delle parti nell’ambito del c.d. rito abbreviato atipico, innestato con istanza dell’imputato a seguito di richiesta di giudizio immediato avanzata dal Pubblico Ministero.
(Giudice per le indagini preliminari, Dott.ssa A. Gerardi, ordinanza 15 novembre 2017, in proc. 15970/17 GIP)

L’archiviazione d’ufficio per tenuità del fatto è nulla

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Se il giudice per le indagini preliminari riconosce la particolare tenuità del fatto in assenza di una richiesta specifica in tal senso del pubblico ministero il provvedimento è nullo, in quanto non rispetta la specifica disposizione contenuta nel comma 1 bis del citato art. 411 c.p.p., in cui si richiede che lo stesso sia preceduto da apposita richiesta in tal senso del pubblico ministero, richiesta che deve essere portata a conoscenza delle parti (sia dell’indagato sia della persona offesa, anche se quest’ultima non ne ha fatto, in precedenza, esplicita richiesta), in modo che, all’udienza in camera di consiglio, il contraddittorio fra le parti si svolga proprio su tale questione.
(Cass. Penale Sez. 2^, sentenza 14 settembre – 4 ottobre 2017, n. 45630)

Incompetenza per materia: trasmissione degli atti

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Le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione hanno affermato che il tribunale, con la sentenza dichiarativa di incompetenza per materia per uno dei reati previsti dall’art. 51, comma 3 – bis, cod. proc. pen., attribuiti alla competenza della Corte di Assise, deve trasmettere per il giudizio gli atti direttamente a questa, sempreché non sia stata dichiarata la competenza del giudice di altro Distretto e, le funzioni di Pubblico Ministero e Giudice dell’udienza preliminare siano state svolte rispettivamente dal Pubblico Ministero e dal Giudice competenti funzionalmente ai sensi degli artt. 51, comma 3 – bis, ultimo periodo e 328, comma 1 – bis, cod. proc. pen.
(Cass. Sez. Un. Penali, sentenza 23 marzo – 31 agosto 2017, n. 39746)

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