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Indagini e Udienza Preliminare

Intercettazioni: utilizzabilità in procedimento connesso

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La Quinta Sezione Penale, ribadisce il principio dettato dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 51 depositata il 2 gennaio 2020, in ossequio del quale il divieto di cui all’art. 270 cod. proc. pen. di utilizzazione dei risultati di intercettazioni di conversazioni in procedimenti diversi da quelli per i quali siano state autorizzate le intercettazioni – salvo che risultino indispensabili per l’accertamento di delitti per i quali è obbligatorio l’arresto in flagranza – non opera con riferimento ai risultati relativi a reati che risultino connessi ex art. 12 cod. proc. pen. a quelli in relazione ai quali l’autorizzazione era stata ab origine disposta, sempreché rientrino nei limiti di ammissibilità previsti dalla legge.

Rigetto incidente probatorio: quando è atto abnorme

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La Suprema Corte ha fatto il punto sui profili che caratterizzano i c.d. atti abnormi e, in tema di incidente probatorio, ha statuito che è affetta da abnormità funzionale – in quanto tale da determinare una non rimediabile situazione di stasi – l’ordinanza con la quale il giudice per le indagini preliminari respinga, per difetto delle condizioni previste dall’art. 392, comma 2, cod. proc. pen., una richiesta di perizia sulla capacità dell’indagato di partecipare coscientemente al procedimento, atteso che l’art. 70, comma 3 cod. proc. pen. richiede l’osservanza delle forme dell’incidente probatorio, ma non anche la ricorrenza dei casi previsti dal richiamato art. 392 cod. proc.
(Cass. Sez. VI Penale, sentenza 10 luglio – 18 dicembre 2019, n. 51134)

Computer forensics: estrazione copia e restituzione dispositivo

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E’ legittimo il provvedimento con cui il tribunale del riesame, pur in mancanza di una richiesta del pubblico ministero, disponga la restituzione dei dispositivi informatici sequestrati previa estrazione di “copia forense”, trattandosi di provvedimento che non implica l’adozione di una nuova misura cautelare, ma il riconoscimento della legittimità di quella già eseguita.
(Cass. Penale Sez. V, sentenza 9 settembre – 17 ottobre 2019, n. 42756)

Indagini difensive: requisiti della richiesta di autorizzazione

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Sulla richiesta di autorizzazione del difensore all’assunzione di informazioni da persona detenuta ai sensi dell’art. 391-bis c.p.p., il giudice, senza sindacare il merito dell’atto istruttorio, ha un potere di valutazione del titolo di legittimazione, costituito non dal mero mandato difensivo, ma dall’indicazione dell’addebito per il quale si procede e dal legame della persona da sentire con il tema di indagine, in modo da consentire al giudice stesso, e prima ancora al pubblico ministero e al difensore della persona detenuta, di apprezzare l’esistenza di un interesse concreto, diretto ed attuale al compimento dell’atto.
(Cass. Penale Sez. 1^, sentenza 7 – 27 giugno 2019, n. 28216)

Messa alla prova e riqualificazione giuridica del fatto

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La Corte Costituzionale conferma l’orientamento di legittimità secondo il quale può essere concesso il beneficio della sospensione del processo con messa alla prova, sia direttamente in sede di udienza preliminare – previa riqualificazione del fatto contestato dal p.m. – e sia in esito al giudizio abbreviato.
(Corte Costituzionale, sentenza 3 aprile – 29 maggio 2019, n. 131)

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