Giudizio

Patteggiamento: poteri del giudice

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In caso di patteggiamento, il beneficio della sospensione condizionale della pena può essere concessa, in forza del rapporto negoziale che legittima la sentenza, soltanto se faccia parte integrante dell’accordo o se la questione relativa sia devoluta, esplicitamente e specificamente, da entrambe le parti al potere discrezionale del giudice, in quanto la mancata richiesta e la mancata devoluzione hanno significazione escludente, nel senso che, nel rispetto del principio dispositivo, la pronuncia del giudice non può travalicare i termini del patto ed il beneficio non può essere accordato d’ufficio.
(Cass. Sez. II Penale, sentenza 23 giugno 2020, n. 19382)

Attività integrativa di indagini in corso di giudizio, disciplina

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L’attività integrativa d’indagine da parte del pubblico ministero non è soggetta ad alcun limite cronologico finale coerentemente con il principio della parità delle parti nel processo stabilito dall’art. 111, comma secondo, cost., essendo il difensore legittimato allo svolgimento di attività di investigazione difensiva in ogni stato e grado del procedimento, ai sensi dell’art. 327-bis, comma secondo, c.p.p.
L’attribuzione alle parti del potere di svolgere investigazioni anche dopo il rinvio a giudizio e in ogni stato e grado del procedimento non significa che esse siano autorizzate all’immediata, e non altrimenti ordinata, richiesta al giudice di ammissione del dato di prova.

Processo in assenza e notificazioni

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L’art. 420bis, comma 2, c.p.p. indica i casi in cui, sul presupposto ovviamente della regolarità delle notifiche, in giudice in fase di costituzione delle parti, verificati gli avvisi, possa procedere al processo ritenendo che vi sia assenza “volontaria”.
Il fondamento del sistema è che la parte sia personalmente informata del contenuto dell’accusa e del giorno e luogo della udienza e, quindi, in necessaria applicazione dei principi sopra richiamati, il processo in assenza è ammesso solo quando sia raggiunta la certezza della conoscenza da parte dell’imputato.
Questa, del resto, è la ragione per la quale il sistema, introducendo la regola di certezza della conoscenza del processo, ha escluso il diritto “incondizionato” al nuovo giudizio di merito in favore del soggetto giudicato in assenza.

Esame testimoniale: domande suggestive vietate anche per il Giudice

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Il divieto di formulare domande che possano nuocere alla sincerità delle risposte, nel duplice senso delle domande “suggestive” – nel significato che il termine assume nel linguaggio giudiziario di domande che tendono a suggerire la risposta al teste, ovvero forniscono le informazioni necessarie per rispondere secondo quanto desiderato dall’esaminatore, anche attraverso una semplice conferma – e delle domande “nocive” – finalizzate a manipolare il teste, fuorviandone la memoria, poiche gli forniscono informazioni errate e falsi presupposti tali da minare la stessa genuinita della risposta – è espressamente previsto con riferimento alla parte che ha chiesto la citazione del teste, in quanto tale parte è ritenuta dal legislatore interessata a suggerire al teste risposte utili per la sua difesa. A maggior ragione, detto divieto deve applicarsi al Giudice al quale spetta il compito di assicurare, in ogni caso, la genuinità delle risposte.
(Cass. Penale Sez. IV, sentenza 6 febbraio – 19 maggio 2020, n. 15331)

Consenso all’acquisizione atti nel rito ordinario, disciplina

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La Suprema Corte ha affermato il principio di diritto secondo il quale la scelta della difesa di acconsentire all’acquisizione degli atti di indagine, finalizzata unicamente allo snellimento dell’attività processuale, non determina la sanatoria, ai sensi dell’art 183 cod. proc. pen., di eventuali nullità dell’atto e non fa venir meno il diritto di eccepirne l’inutilizzabilità.
(Cass. Sez. 4^ Penale, sentenza 16 gennaio – 5 febbraio 2020, n. 4896)

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