Esecuzione

Estinzione del reato e casellario giudiziale

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In caso di decreto penale di condanna, l’estinzione del reato conseguente al decorso dei termini e alle altre condizioni previste dall’art. 460, comma 5, c.p.p. non comporta anche la cancellazione dell’iscrizione nel casellario giudiziale, dal momento che l’art. 5 del d.p.r. 313/2002, prevede l’eliminazione delle iscrizioni nel casellario solo per i reati di competenza del giudice di pace.
(Cass. Penale Sez. I, sentenza 11 gennaio – 22 giugno 2012, n. 25041)

Applicazione della pena e giudizio civile

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La sentenza penale di applicazione della pena ex art. 444 c.p.p. – c.d. patteggiamento – costituisce indiscutibile elemento di prova per il giudice di merito il quale, ove intenda disconoscere tale efficacia probatoria, ha il dovere di spiegare le ragioni per cui l’imputato avrebbe ammesso una sua insussistente responsabilità, e il giudice penale abbia prestato fede a tale ammissione.
Detto riconoscimento, pertanto, pur non potendo essere oggetto di statuizione assistita dall’efficacia di giudicato, bene può essere utilizzato come prova dal giudice nell’accertamento dei fatti.
(Cass. Penale Sez. III, sentenza 22 marzo 2011, n. 6668)
 

Cumulo giuridico, operatività del criterio moderatore

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In presenza di reati commessi in tempi diversi e di periodi di carcerazioni, anch’essi sofferti in tempi diversi, non si può operare un cumulo unitario e globale cui applicare l’art. 78 c.p., proprio per evitare che i periodi di carcerazione anteriori vengano imputati anche alla pena irrogata per reati commessi successivamente, in violazione del principio per cui, ovviamente, la pena non può precedere il reato.

Ordine esecuzione pena, disciplina

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L’ordine di esecuzione della pena emesso dal pubblico ministero senza il contestuale provvedimento di sospensione per pene detentive brevi, non può essere annullato dal giudice dell’esecuzione ma esclusivamente dichiarato temporaneamente inefficace, per consentire al condannato di presentare, nel termine di trenta giorni, la richiesta di concessione di una misura alternativa alla detenzione.
(Cass. penale, sez. I, sentenza 13 ottobre – 29 ottobre 2009, n. 41592)

Mandato di arresto europeo, motivi ostativi alla consegna

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In tema di mandato di arresto europeo, sussiste il motivo ostativo alla consegna di cui all’art. 18, comma primo, lett. o), della L. n. 69/2005, quando nei confronti della persona ricercata dall’autorità giudiziaria estera sia in corso un procedimento penale in Italia per lo stesso fatto, salva l’ipotesi in cui il mandato di arresto europeo riguardi l’esecuzione di una sentenza definitiva di condanna emessa in uno Stato membro dell’Unione Europea.

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