Reato in Generale

L’attenuante ex art. 62 n.3 c.p.

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L’attenuante comune dell’aver agito per suggestione della folla in tumulto.
di Antonino Ordile
Avvocato Cassazionista in Roma – Cultore di Diritto Penale nell’Università di Siena – Polo Universitario di Grosseto

Tossicodipendenza e riconoscimento della continuazione

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Ai fini del riconoscimento della continuazione il Giudice deve tenere in considerazione i seguenti principi:
– il dubbio sulla ricorrenza o meno della continuazione deve essere risolto applicadno il principio del favor rei;
– la modificazione dell’art. 671 c.p.p., non ha introdotto una prova legale ma ha però stabilito un parametro legale di valutazione, nel senso che ai fini del giudzio in ordine alla ricorrenza del vincolo ex art. 81 c.p., è necessario considerare anche lo stato di tossicodipendenza, stato che il giudice non può ignorare;
– la connessione dei reati allo sato di tossicodipendenza è indizio rilevante a favore del riconoscimento del vincolo in parola;

Sospensione della pena sottoposta a condizione: presupposti

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Le locuzioni obbligo di restituzioni e risarcimento del danno di cui all’art. 165 c.p., comma 1, prima parte, si riferiscono al solo danno civilistico, sicchè, indipendentemente dalla natura giuridica del reato commesso, la sospensione condizionale della pena può essere subordinata all’adempimento dei suddetti obblighi, solo ed esclusivamente nelle ipotesi in cui vi sia stata costituzione di parte civile e questa abbia espressamente richiesto la condanna dell’imputato al risarcimento del danno o alle restituzioni.

Aggravante della destrezza, requisiti

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Non sussiste l’aggravante della destrezza nel caso in cui il derubato si trovi in altro luogo, ancorché contiguo, rispetto a quello in cui si sia consumata l’azione furtiva o comunque si sia allontanato da esso, in quanto in questo caso la condotta non è caratterizzata da particolare abilità dell’agente nell’eludere il controllo, ma dalla semplice temerarietà di cogliere un’opportunità in assenza di detto controllo.

Epoca di consumazione del reato, onere della prova

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In tema di prescrizione, l’onere di provare con precisione la data di commissione del reato non grava sull’imputato ma sull’accusa, con la conseguenza che, in mancanza di prova certa sulla data di consumazione, il termine di decorrenza va computato secondo il maggior vantaggio per l’imputato e il reato va ritenuto consumato alla data più risalente ovvero nel caso di ricettazione se non alla data del furto a quella nella quale l’imputato ha allegato di aver acquistato la disponibilità del mezzo.
(Cass. Pen. Sez. II,  sentenza 16 maggio – 13 agosto 2014, n. 35662)

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