Reato in Generale

Art. 495 ter c.p., reato istantaneo

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Il reato di cui all’art. 495 ter c.p. (fraudolenta alterazione per impedire l’identificazione o l’accertamento di qualità personali) – introdotto con la legge n. 125 del 24 luglio 2008, entrata in vigore il 26  luglio 2008 – ha carattere istantaneo e non permanente, consumandosi esso con unico atto in un preciso momento temporale.

Recidiva reiterata, operatività facoltativa

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In presenza di contestazione della recidiva di cui all’art. 99, comma 4, c.p., anche questa rientra nel giudizio di comparazione di cui all’art. 69 c.p., ma ciò si verifica – fatti salvi i casi di operatività “obbligatoria” di cui all’art. 99, comma 5, c.p.p – “soltanto dopo” che il giudice abbia motivatamente ritenuto, con riguardo alla nuova azione costituente reato, la sua idoneità a manifestare una più accentuata colpevolezza e una maggiore capacità a delinquere, in relazione alla natura e ai tempi di commissione dei precedenti, così da giustificare l’aumento di pena. Infatti, la recidiva reiterata  di cui all’art. 99, comma 4, c.p. rimane “facoltativa” anche dopo le modifiche apportate dalla legge 251 del 2005, con la conseguenza che il divieto di comparazione, delle circostanze attenuanti nel caso di recidiva reiterata di cui all’art. 99, comma 4, c.p., opera soltanto se il giudice “in concreto” ritenga di disporre l’aumento di pena per la recidiva.
(Cass. Pen. Sez. VI, 17 aprile – 19 maggio 2009, n. 20953, ric. Panetta)

Elemento soggettivo del reato

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Omicidio a seguito di incidente stradale, in parziale riforma della sentenza emessa in primo grado dal G.U.P. presso il Tribunale di Roma,  con la quale si era affermata la penale responsabilità dell’imputato per il delitto di cui all’art. 575 c.p. con dolo eventuale, la Prima Corte di Assise ha ritenuto la sussistenza dell’ipotesi di cui all’art. 589 c.p. (omicidio colposo).

Art. 114 c.p. e reato omissivo

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La circostanza attenuante della partecipazione di minima importanza al reato di cui all’art. 114, comma primo, c.p., presupponendo un apporto differenziato nella preparazione o nell’esecuzionemateriale del reato stesso, non è applicabile ai reati omissivi in quanto il non facere è concetto ontologicamente antitetico alla sussistenza dei requistiti richiesti per il suo riconoscimento.
(Cass. Pen. Sez. IV, 6 novembre – 4 dicembre 2008, n. 45119, ric. Crepaldi e altri)

Reato continuato, accertamento del vincolo della continuazione

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Esclusa la sussistenza del vincolo della continuazione tra il reato di illecita detenzione di sostanza stupefacente e quello di detenzione abusiva di armi comuni da sparo.

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