Reato in Generale

Furto, consumazione e tentativo

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Ai fini della determinazione dell’ompossessamento, che segna il momento consumativo del furto, è sufficiente che l’agente consegua la disponibilità materiale della cosa, condizione che si verifica nel momento in cui il cliente non mostra alla cassa l’oggetto per il pagamento del prezzo; superata la cassa ne ha conseguito l’impossessamento illeggittimo, sorvegliata o meno che sia stata la sua condotta.
(Tribunale di Bologna – Giudice De Luca, sentenza 28 aprile 2009, n. 1005)

Responsabilità professionale, colpa medica e attività d’équipe

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In tema di colpa medica, nell’attività chirurgica di équipe tutti i soggetti partecipanti sono tenuti a esercitare il controllo sul buon andamento dell’intervento chirurgico e in particolare tutti i soggetti intervenuti all’atto operatorio devono partecipare ai controlli volti a fronteggiare il frequente e grave rischio di lasciare nel corpo del paziente oggetti estranei, conseguendone che non è neppure consentita la delega delle proprie incombenze agli altri componenti, perché ciò vulnererebbe il carettere plurale, integrato, del controllo, che ne accresce l’affidabilità.

Delitto tentato e procedibilità a querela di parte

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Nei reati la cui procedibilità a querela di parte dipende dal mancato raggiungimento di determinati limiti nella progressione dell’evento e/o dall’assenza di particolari circostanze, il tentativo – in mancanza di specifica normativa – non può che adeguarsi alle regole che disciplinano la procedibilità dell’omologo reato consumato e, quindi, a tal fine si deve tenere conto della eventuale già intervenuta realizzazione di quelle specifiche circostanze e dell’evento che si sarebbe prevedibilmente verificato ove fosse andata a terminare l’azione dell’autore, con riferimento al caso concreto, cioè considerando non solo la condotta del medesimo autore, ma anche i mezzi impiegati e ogni altra circostanza di tempo, luogo e di persona che avrebbero potuto concretamente, secondo il criterio dell’id quod plerumque accidit, avere una incidenza sulla misura o sulla specie dell’evento.

Bancarotta fraudolenta, elemento soggettivo

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A integrare l’elemento psicologico della bancarotta fraudolenta per distrazione è sufficiente il dolo generico, che consiste nella coscienza e volontà di dare al patrimonio sociale una destinazione diversa rispetto alle finalità dell’impresa, nella prevedibilità di un pregiudizio per i creditori sotto il profilo della riduzione della garanzia patrimoniale offerta dal debitore, mentre non è necessaria la consapevolezza dello stato di dissesto in cui l’impresa stessa si trova.
(Cass. Sez. V, 12 maggio – 23 settembre 2009, n. 37107. ric. Bonora)

Prescrizione, legge 251/2005 e norme transitorie

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In tema di prescrizione, ai fini dell’applicazione delle disposizioni transitorie di cui all’art. 10, comma terzo, legge 251 del 2005 (Se, per effetto delle nuove disposizioni, i termini di prescrizione risultano più brevi, le stesse si applicano ai procedimenti e ai processi pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge – 8 dicembre 2005 – ad esclusione dei processi già pendenti in primo grado [ove vi sia stata la dichiarazione di apertura del dibattimento nonchè Corte Cost. 393/2006]  dei processi già pendenti in grado di appello o avanti alla Corte di cassazione), la fine della pendenza del giudizio in primo grado corrisponde alla lettura del dispositivo in udienza, essendo irrilevante, ai fini della “pendenza” del processo, la pendenza del termine di deposito della motivazione della sentenza stessa.
(Cass. Pen. Sez. V 18 giugno – 14 ottobre 2008, n. 38696, ric. Guidi)

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