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Reato in Generale

Particolare tenuità del fatto e precedenti di polizia

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Ai fini della sussistenza del presupposto dell’abitualità del comportamento dell’imputato ostativo al riconoscimento della non punibilità per particolare tenuità del fatto, non rilevano, di per sé, denunce o precedenti di polizia, i quali determinano il dovere del giudice di verificarne anche d’ufficio gli esiti, onde trarre da questi concreti elementi di fatto eventualmente dimostrativi del suddetto presupposto.
(Cass. Sez. IV Penale, sentenza 4 ottobre – 15 novembre 2018, n. 51526)

Recidiva implicitamente riconosciuta: rilevanza ai fini della prescrizione

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Verrà decisa il 25 ottobre 2018 la questione rimessa alle Sezioni Unite Penali della Corte Suprema di Cassazione concernente la recidiva contestata nei confronti dell’imputato e implicitamente riconosciuta dal giudice di merito il quale, senza aumentare la pena, l’abbia valorizzata per negare il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, rilevi ai fini del calcolo del tempo necessario per la prescrizione del reato.
(Cass. Sez. Terza Penale, ordinanza 21 giugno – 4 luglio 2018, n. 12154)

Tentativo di rapina impropria: configurabilità

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La distinzione tra sottrazione e impossessamento è di fondamentale rilievo ai fini della individuazione del momento consumativo della rapina impropria, giacchè, una volta esclusa la rilevanza dell’impossessamento, in quanto non costitutivo dell’elemento materiale del reato, il discrimine tra “rapina impropria consumata” e “rapina impropria tentata” rimane affidato proprio alla “sottrazione”. Di conseguenza, il fatto che la sottrazione sia portata a compimento o meno segna la differenza tra la rapina impropria consumata e la rapina impropria tentata.
(Cass. Sezione II Penale, 22 febbraio – 8 marzo 2017, n. 11135)

Art. 590 sexies c.p. – applicazione della norma più favorevole

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In attesa che le Sezioni Unite si esprimano sul contrasto se la causa di non punibilità operi anche in ipotesi di colpa grave del sanitario, alleghiamo una delle ultime pronunce della Suprema Corte che ha ritenuto il secondo comma dell’art. 590 sexies cod. pen., introdotto dalla legge 8 marzo 2017, n. 24 (c.d. legge Gelli-Bianco), norma più favorevole rispetto all’art. 3, comma 1, d.l. 13 settembre 2012, n. 158 (c.d. legge Balduzzi); ciò in quanto la nuova formulazione dell’art.590 sexies cod. pen prevede una causa di non punibilità dell’esercente la professione sanitaria collocata al di fuori dell’area di operatività della colpevolezza, operante – ricorrendo le condizioni previste dalla disposizione normativa (rispetto delle linee guida o, in mancanza, delle buone pratiche clinico-assistenziali, adeguate alla specificità del caso) – nel solo caso di imperizia e indipendentemente dal grado della colpa, essendo compatibile il rispetto delle linee guida e delle buone pratiche con la condotta (anche gravemente) imperita nell’applicazione delle stesse.
(Cass. Penale, Sez. 4^, sentenza  19-31 ottobre 2017, n. 50078)

Circostanze “indipendenti”: incidenza sulla prescrizione del reato

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Le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione hanno affermato che, ai fini della determinazione del tempo necessario a prescrivere, le circostanze c.d. indipendenti che comportano un aumento di pena non superiore ad un terzo (nella specie quella di cui all’art. 609-ter, primo comma, cod. pen.) non rientrano nella categoria delle circostanze ad effetto speciale.
(Cass. Sezioni Unite Penali, sentenza 27 aprile – 9 giugno 2017 n. 28953)

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