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Reato in Generale

Sanzioni amministrative accessorie: obbligo di motivazione

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In materia di sanzioni amministrative accessorie si applica al principio secondo cui la motivazione circa la sussistenza dei parametri di valutazione al fine della commisurazione concreta della sanzione da infliggere assume rilevanza quanto più ci si discosti dal minimo.
(Cass. Pen. Sez. Feriale, sentenza 20-24 agosto 2020, n. 24023)

Legittima difesa: configurbilità dell’eccesso colposo

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Ai fini della configurabilità dell’eccesso colposo nella legittima difesa occorre preliminarmente accertare l’eventuale inadeguatezza della reazione difensiva, per eccesso nell’uso dei mezzi a disposizione dell’aggredito nel particolare contesto spaziale e temporale nel quale si svolsero i fatti e, successivamente, procedere all’ulteriore differenziazione tra eccesso dovuto ad errore di valutazione ed eccesso consapevole e volontario, poiché soltanto il primo rientra nello schema dell’eccesso colposo, mentre il secondo costituisce scelta volontaria, estranea alla predetta scriminante.
(Cass. Penale Sez. IV, sentenza 28 maggio – 2 luglio, n. 28782)

Particolare tenuità del fatto e precedenti di polizia

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Ai fini della sussistenza del presupposto dell’abitualità del comportamento dell’imputato ostativo al riconoscimento della non punibilità per particolare tenuità del fatto, non rilevano, di per sé, denunce o precedenti di polizia, i quali determinano il dovere del giudice di verificarne anche d’ufficio gli esiti, onde trarre da questi concreti elementi di fatto eventualmente dimostrativi del suddetto presupposto.
(Cass. Sez. IV Penale, sentenza 4 ottobre – 15 novembre 2018, n. 51526)

Recidiva implicitamente riconosciuta: rilevanza ai fini della prescrizione

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Verrà decisa il 25 ottobre 2018 la questione rimessa alle Sezioni Unite Penali della Corte Suprema di Cassazione concernente la recidiva contestata nei confronti dell’imputato e implicitamente riconosciuta dal giudice di merito il quale, senza aumentare la pena, l’abbia valorizzata per negare il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, rilevi ai fini del calcolo del tempo necessario per la prescrizione del reato.
(Cass. Sez. Terza Penale, ordinanza 21 giugno – 4 luglio 2018, n. 12154)

Tentativo di rapina impropria: configurabilità

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La distinzione tra sottrazione e impossessamento è di fondamentale rilievo ai fini della individuazione del momento consumativo della rapina impropria, giacchè, una volta esclusa la rilevanza dell’impossessamento, in quanto non costitutivo dell’elemento materiale del reato, il discrimine tra “rapina impropria consumata” e “rapina impropria tentata” rimane affidato proprio alla “sottrazione”. Di conseguenza, il fatto che la sottrazione sia portata a compimento o meno segna la differenza tra la rapina impropria consumata e la rapina impropria tentata.
(Cass. Sezione II Penale, 22 febbraio – 8 marzo 2017, n. 11135)

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