Diritto Penale

Ingiusta detenzione, dolo o colpa grave non desumibili da atti inutilizzabili

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Nell’ambito del procedimento di riparazione per l’ingiusta detenzione, ai fini dell’apprezzamento del dolo o della colpa grave dell’istante, non possono essere tratti elementi di valutazione da atti di indagine (in particolare, intercettazioni telefoniche o ambientali) dichiarati inuitilizzabili nel procedimento penale in base al disposto dell’art. 191 c.p.p. (La Corte ha preso le distanze dall’orientamento maggioritario in forza del quale, invece, il carattere privatistico della pretesa all’equa riparazione determinava la non operatività, nell’ambito del relativo procedimento, della normativa del codice di rito penale relativa all’inutilizzabilità dei mezzi di prova; per converso, le Sezioni Unite hanno recepito l’opposto orientamento, pur certamente minoritaio, secondo cui l’inutilizzabilità degli atti di indagine comportava anche il divieto di trarre, da detti atti, elementi dimostrativi del dolo o della colpa grave ostativi all’insorgere del diritto alla riparazione).
(Cass. Pen. Sezioni Unite, 13 gennaio 2009, n. 1153 – ric. Racco)

Appropriazione indebita e diritto di ritenzione

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In tema di appropriazione indebita, il diritto di ritenzione esercitato sul bene altrui non ha efficacia scriminante se il credito che si intende tutelare non è liquido né esigibile. (Nella fattispecie, realativa all’incameramento, a titolo di compenso, di fondi della società da parte del liquidatore, la Corte ha ritenuto – sul presupposto dell’applicabilità della normativa prevista per gli amministratori alla disciplina del compenso per i liquidatori – che in mancanza di una delibera societaria di fissazione del compenso, la condotta configurasse il reato).
(Cass. Pen. Sez. II, 9 gennaio – 11 febbraio 2009, n. 6080)

Rapina e sequestro di persona, ipotesi di concorso

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La privazione della libertà personale costituisce ipotesi aggravata del delitto di rapina (e rimane in essa assorbita) solo quando la stessa si trovi in rapporto funzionale con l’esecuzione della rapina medesima; mentre, nell’ipotesi in cui la privazione della libertà non abbia una durata limitata al tempo strettamente necessario alla consumazione della rapina, ma ne preceda o ne segua l’attuazione, in ogni caso protraendosi oltre il suddetto limite temporale, il reato di sequestro di persona concorre con quello di rapina.
(Cass. Penale Sez. II, sentenza 5 – 18 dicembre 2008, n. 46975)

Furto con strappo e rapina, differenze

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La differenza tra il furto con strappo e la rapina risiede nella direzione della violenza, giacché è configurabile la rapina quando il fatto è commesso mediante violenza alla persona, mentre ricorre il furto con strappo quando la violenza è immediatamente rivolta verso la cosa e solo in via del tutto indiretta attinge la persona che la detiene; quando, cioè, il fatto è commesso mediante violenza sulla cosa anche se, a causa della relazione fisica intercorrente tra cosa sottratta e possessore, detta violenza abbia determinato una ripercussione indiretta e involontaria sulla vittima.
(Cass. Penale Sez. V, sentenza 10 ottobre – 19 novembre 2008, n. 43212)

Diritto d’autore, supporti illecitamente duplicati o riprodottti

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Non è configurabile il delitto di ricettazione, ma quello di cui all’art. 171, comma terzo, lett. C), L. 633/1941, nel fatto di detenere supporti contenenti opere dell’ingegno in presenza di convergenti elementi idiziari che provino la loro abusiva duplicazione o riproduzione. (Fattispecie nella quale la prova dell’abusiva duplicazione o riproduzione è stata desunta, oltre che dalla mancanza del contrassegno Siae – costituente mero indizio a seguito della sentenza Corte Giustizia CE, 8 novembre 2007, in causa C-20/05, Schwibbert – anche da ulteriori elementi).
(Cass. Pen. Sez. III, 8 luglio 2008, n. 27764 – ric. Donnarumma).

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