Diritto Penale

Marta Cartabia: la piena attuazione della Costituzione richiede un impegno corale

Download PDF

La nostra Costituzione non contempla un diritto speciale per lo stato di emergenza sul modello dell’art. 48 della Costituzione di Weimar o dell’art. 16 della Costituzione francese, dell’art. 116 della Costituzione spagnola o dell’art. 48 della Costituzione ungherese.
Si tratta di una scelta consapevole.
Nella Carta costituzionale non si rinvengono clausole di sospensione dei diritti fondamentali da attivarsi nei tempi eccezionali, né previsioni che in tempi di crisi consentano alterazioni nell’assetto dei poteri.

Il processo penale o è pubblico … o non è!

Download PDF

di Gianluca Anastasio

È affermazione ricorrente in questi giorni quella secondo la quale, finito l’attuale travagliato periodo emergenziale, non saremo più gli stessi. Tale realtà ineliminabile evidenzia, a ben vedere, un’importante opportunità: quella, cioè, di tornare ad essere meglio di prima, da ogni punto di vista.
Ed infatti quando nei primi recenti provvedimenti normativi per il contrasto dell’epidemia da Covid-19 si sono affacciati riferimenti ad attività giudiziarie da svolgersi da remoto, mi sono detto che sarebbe stata una buona, e forse irripetibile, occasione per una rivoluzione digitale ed informatica che tarda ad affermarsi nel processo penale.

Processo penale da remoto: diciamo no

Download PDF
#NOALPROCESSOPENALEDAREMOTO
Riproponiamo la versione integrale del magistrale intervento dell’Avv. Tullio Padovani nel corso del nostro 5° Convegno di Studi tenutosi a Roma nel dicembre 2015:
“La prova dichiarativa nel processo penale”
La Relazione svolta dall’Avv. Padovani è di grande attualità, poiché il tema trattato è a rischio di estinzione:
“Persuadere e convincere con la parola. Come si costruisce un’arringa difensiva”

LEGGI IL NOSTRO APPELLO

Op invita tutti i suoi lettori a sottoscrivere l’appello, inviando una mail all’indirizzo di posta elettronica info@osservatoriopenale.it

NOI DICIAMO NO

Avv. Luca Odoardi – Foro di Roma

Da troppo tempo stanno soffiando sulla fiammella dell’Avvocatura tentando di spegnerla e questo soffio si va via via intensificando.
Se non impedissimmo lo spegnimento con il nostro quotidiano impegno, in breve tempo si arriverebbe a processi sommari, privi di figure di garanzia del Giusto Processo, come accade in quei Paesi, molti dei quali a forte base religiosa, nei quali la figura dell’Avvocato è puramente formale e serve solo ad escludere la riprovazione sociale di aver celebrato un processo senza che all’imputato fosse permesso di  nominare un difensore. Quest’ultimo, in tali Paesi autoritari, costituisce solamente la giustificazione e la garanzia sociale che il processo si sia svolto correttamente.
Speriamo di non arrivare mai a tanto!


Avv. Daniele Ingarrica – Foro di Roma

Non posso che essere d’accordo con quanto scritto nell’articolo di Debora Zagami e con l’assurdità della previsione del processo penale da remoto che snatura completamente le basi del processo penale stesso.
Sottoscrivo il vostro appello.


Avv. Francesco Talamo – Foro di Napoli

Contro l’ennesimo tentativo di soppressione delle garanzie costituzionali e dei principi di civiltà giuridica, operato questa volta ignobilmente mediante l’utilizzo strumentale della emergenza epidemiologica, non possiamo più tacere né lasciare spazio ad ulteriori umiliazioni del sistema costituzionale!
Sottoscrivo il vostro appello e auspico un duro intervento di tutte le categorie intellettuali e professionali, compresa la Magistratura!

Ingoiavano tutto, senza batter ciglio, e ciò che ingoiavano non le faceva soffrire perché non lasciava traccia alcuna, allo stesso modo in cui un chicco di grano passa indigerito attraverso il corpo di un uccello [..] Finché non diventeranno coscienti della loro forza, non si ribelleranno e, finché non si ribelleranno, non diverranno mai coscienti della loro forza” (1984, George Orwell).


Avv. Carla Serra – Foro di Roma

L’oralità, l’anima del processo penale che si unisce alla nostra anima: siamo noi avvocati penalisti, gente abituata a toccare con mano le debolezze dell’uomo, il nostro assistito, che nel processo trasmette, per il nostro  tramite, (la comunicazione), ciò che di più profondo e intimo intende portare sul piatto della Bilancia, gente che, ogni giorno, a volte senza alcun riscontro economico, altre senza alcun riscontro di natura umana, spesso interrotti nella nostra discussione, esercita il proprio ruolo e vuole continuare a farlo, nelle aule di giustizia, comunicando  con le parole, i gesti, i sorrisi, la rabbia, il nostro essere “persone” al servizio di una funzione sociale che sentiamo come parte pregnante di noi stessi, con la nostra veste che indossiamo e il nostro essere e sentirci difensori all’interno delle aule dei Tribunali, e non in un luogo diverso che non ci appartiene, che snatura il nostro ruolo e con esso si porta via il processo accusatorio.
Vogliamo stare nelle aule di giustizia per difendere e difenderci da chi vuole toglierci anche la libertà di continuare a esercitare la nostra professione che per noi si traduce nella libertà di far valere i diritti dei più deboli, degli ultimi.
Per questo diciamo No AL PROCESSO DA REMOTO, perchè quella mascherina che saremo tenuti a indossare non si trasformerà MAI, per noi  in un bavaglio.


Avv. Luciano Guidarelli – Foro di Roma

Aderisco alla iniziativa da parte dell’Osservatorio Penale dicendo no al Processo Penale da remoto.


Avv. Chiara Cecchini – Foro di Pesaro

Concordo pienamente con quanto scritto dall’avv. Debora Zagami nel suo articolo, va fermamente difeso l’irrinunciabile principio dell’oralità e garantita la funzione sociale del difensore penalista.
Dico no al processo penale da remoto e sottoscrivo il vostro appello

Avv. Marco Gliosci – Foro di Roma

Dott.ssa  Vanessa Petrellis

Educazione e controllo dei minori all’uso dei mezzi di comunicazione

Download PDF

Gli obblighi inerenti la responsabilità genitoriale impongono non solo il dovere di impartire al minore una adeguata educazione all’utilizzo dei mezzi di comunicazione, ma anche di compiere un’attività vigilanza sul minore per quanto concerne il suddetto utilizzo. Al riguardo, la giurisprudenza ha affermato che il dovere di vigilanza dei genitori deve sostanziarsi in una limitazione sia quantitativa che qualitativa dell’accesso a internet, al fine di evitare che quel potente mezzo fortemente relazionale e divulgativo possa essere utilizzato in modo non adeguato da parte dei minori.
(Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta, sentenza 8 ottobre 2019)

Appropriazione indebita, epoca di consumazione del reato

Download PDF

Il delitto di appropriazione indebita è reato istantaneo che si consuma con la prima condotta appropriativa, e cioè nel momento in cui l’agente compia un atto di dominio sulla cosa con la volontà espressa o implicita di tenere questa come propria.
(Cass. Sez. 2^ Penale, sentenza 18 ottobre 2019, n. 4130)

DA LEGGERE