Diritto Penale

Accesso autorizzato al fascicolo e fotocopie dei documenti

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Non si configura il furto militare, neppure nella ipotesi del furto d’uso, a carico del soggetto che, senza autorizzazione, fotocopia  i documenti contenuti nel fascicolo che era stato oralmente autorizzato a consultare, poiché i documenti non possono dirsi sottratti, né usciti dalla disponibilità dell’amministrazione militare: il momentaneo possesso degli stessi al fine di fotocopiarli non può configurare il reato contestato.
(Cass. Penale Sez. 1^, sentenza 22 gennaio 2014, n. 16713)

Biglietti per entrare allo stadio contraffatti, quale reato?

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Integra il delitto di cui all’art. 469 c.p. (contraffazione delle impronte di una pubblica autenticazione o certificazione e uso della cosa contraffatta) la condotta di colui che utilizza un biglietto di una partita di calcio con il sigillo fiscale contraffatto, posto che per impronta di pubblica autenticazione o certificazione si intende non solo quella proveniente da un ente pubblico, ma anche quella imposta dalla legge su determinati beni al fine di garantire al fruitore le autenticità della provenienza e della correlativa certificazione.
(Cass. Sez. II^ Penale, sentenza 8-22 gennaio 2019, n. 4419)

Calunnia: falsa accusa di reato improcedibile

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Con una sentenza risalente al 2003, ma ancora attuale, la Sesta Sezione della Suprema, prendendo le mosse da un principio di diritto consacrato in una massima del lontano 1955, ha stabilito che essendo la calunnia un reato di pericolo, alla cui configurazione è sufficiente  l’astratta possibilità dell’inizio di un procedimento penale, una tale possibilità resta esclusa non solo nell’ipotesi, in cui la falsa accusa abbia ad oggetto fatti manifestamente inverosimili, ma anche nell’ipotesi, in cui l’esercizio dell’azione penale sia paralizzato da una condizione di procedibilità, purché tale difetto sia a sua volta evidente ed escluda immediatamente la possibilità di un seguito alla notizia di reato.
(Cass. Penale Sezione VI, sentenza16 dicembre 2002 – 16 gennaio 20003)

Accesso abusivo a sistema informatico: account facebook

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Commette il reato di accesso abusivo a sistema informatico colui il quale, pur avendo ricevuto legittimamente la password, accede nella pagina Facebook della propria moglie al fine di ottenere un risultato in contrasto con la volontà del titolare. In tale caso, invero, si è in presenza di una forzatura dei limiti dell’autorizzazione concessa dal titolare del domicilio informatico da parte del soggetto autorizzato ad accedervi.
(Cass. Sezione V Penale, 2 ottobre 2018 – 22 gennaio 2019, n. 2905)

Indebito utilizzo carta e frode informatica, differenze

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L’indebita utilizzazione, a fine di profitto proprio o altrui, da parte di chi non ne sia titolare, di una carta di credito, integra il reato di cui all’art. 55, comma nono, D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 e non il reato di truffa, che resta assorbito in quanto l’adozione di artifici o raggiri è uno dei possibili modi in cui si estrinseca l’uso indebito di una carta di credito.
Difatti il delitto di frode informatica, a differenza di quello di cui all’art. 55 n. 9 del D.Lgs. n. 231 del 2007, richiede necessariamente che si penetri abusivamente nel sistema informatico bancario e si effettui illecite operazioni sullo stesso al fine di trarne profitto per sé o per altri.
(Cass.  Sez. II^ Penale, sentenza 29 novembre – 12 dicembre 2018, n. 55438)

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