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Delitti e Contravvenzioni

Accesso abusivo a sistema informatico: account facebook

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Commette il reato di accesso abusivo a sistema informatico colui il quale, pur avendo ricevuto legittimamente la password, accede nella pagina Facebook della propria moglie al fine di ottenere un risultato in contrasto con la volontà del titolare. In tale caso, invero, si è in presenza di una forzatura dei limiti dell’autorizzazione concessa dal titolare del domicilio informatico da parte del soggetto autorizzato ad accedervi.
(Cass. Sezione V Penale, 2 ottobre 2018 – 22 gennaio 2019, n. 2905)

Omesso versamento tassa di soggiorno, è peculato

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Il titolare di una struttura alberghiera che omette di versare l’imposta di soggiorno o che la versi a distanza di diversi mesi dalla scadenza prevista, al competente Comune, commette il reato di peculato.

Oltraggio a pubblico ufficiale: configurabilità

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L’art. 341 bis c.p. è una fattispecie di reato a contenuto plurimo alla cui definizione concorrono le circostanze del luogo pubblico o aperto al pubblico e della presenza di più persone. La prova della presenza di più persone è condizione sufficiente a ritenere configurato il reato potendo desumersi presuntivamente il diverso dato della “percezione” dell’offesa.
(Cass. Sezione VI Penale, 6 – 27 giugno 2018, n. 29406)

Traffico di influenze illecite: differenze con il reato ex art. 346 c.p.

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Il delitto di millantato credito si differenzia da quello di traffico di influenze, di cui all’art. 346 bis c.p. in quanto presuppone che non esista il credito nè la relazione con il pubblico ufficiale e tanto meno l’influenza; mentre il traffico di influenze postula una situazione fattuale nella quale la relazione sia esistente, al pari di una qualche capacità di condizionare o, comunque, di orientare la condotta del pubblico ufficiale.
Di conseguenza, le condotte di colui che, vantando un’influenza effettiva verso il pubblico ufficiale, si fa dare o promettere denaro o altra utilità come prezzo della propria mediazione o col pretesto di dover comprare il favore del pubblico ufficiale, condotte finora qualificate come reato di millantato credito ai sensi dell’art. 346 c.p., comma 2, devono, dopo l’entrata in vigore della L. n. 190 del 2012, in forza del rapporto di continuità tra norma generale e norma speciale, rifluire sotto la previsione dell’art. 346 bis c.p., che punisce il fatto con pena più mite.
(Cass. Sezione VI Penale, 27 settembre – 23 novembre 2017, n. 53332)

L’abuso delle condizioni di inferiorità fisica o psichica nel reato di violenza sessuale

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Integra il reato di violenza sessuale di gruppo con abuso delle condizioni di inferiorità psichica o fisica, la condotta di coloro che inducano la persona offesa a subire atti sessuali in uno stato di infermità psichica determinato dall’assunzione volontaria da parte della stessa vittima di bevande alcooliche o stupefacenti, rilevando, ai fini della configurazione del reato, solo la condizione di inferiorità psichica o fisica della persona offesa, a prescindere di chi abbia cagionato detta condizione, ed essendo l’aggressione in sé all’altrui sfera sessuale connotata da modalità insidiose e subdole, anche se la parte offesa ha volontariamente assunto alcool e droghe.
(Cass. Penale Sez. III, sentenza 11 gennaio – 4 ottobre 2017, n. 45589)

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