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Accesso abusivo a sistema informatico: account facebook

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Commette il reato di accesso abusivo a sistema informatico colui il quale, pur avendo ricevuto legittimamente la password, accede nella pagina Facebook della propria moglie al fine di ottenere un risultato in contrasto con la volontà del titolare. In tale caso, invero, si è in presenza di una forzatura dei limiti dell’autorizzazione concessa dal titolare del domicilio informatico da parte del soggetto autorizzato ad accedervi.
(Cass. Sezione V Penale, 2 ottobre 2018 – 22 gennaio 2019, n. 2905)

Indebito utilizzo carta e frode informatica, differenze

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L’indebita utilizzazione, a fine di profitto proprio o altrui, da parte di chi non ne sia titolare, di una carta di credito, integra il reato di cui all’art. 55, comma nono, D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 e non il reato di truffa, che resta assorbito in quanto l’adozione di artifici o raggiri è uno dei possibili modi in cui si estrinseca l’uso indebito di una carta di credito.
Difatti il delitto di frode informatica, a differenza di quello di cui all’art. 55 n. 9 del D.Lgs. n. 231 del 2007, richiede necessariamente che si penetri abusivamente nel sistema informatico bancario e si effettui illecite operazioni sullo stesso al fine di trarne profitto per sé o per altri.
(Cass.  Sez. II^ Penale, sentenza 29 novembre – 12 dicembre 2018, n. 55438)

Omesso versamento tassa di soggiorno, è peculato

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Il titolare di una struttura alberghiera che omette di versare l’imposta di soggiorno o che la versi a distanza di diversi mesi dalla scadenza prevista, al competente Comune, commette il reato di peculato.

Particolare tenuità del fatto e precedenti di polizia

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Ai fini della sussistenza del presupposto dell’abitualità del comportamento dell’imputato ostativo al riconoscimento della non punibilità per particolare tenuità del fatto, non rilevano, di per sé, denunce o precedenti di polizia, i quali determinano il dovere del giudice di verificarne anche d’ufficio gli esiti, onde trarre da questi concreti elementi di fatto eventualmente dimostrativi del suddetto presupposto.
(Cass. Sez. IV Penale, sentenza 4 ottobre – 15 novembre 2018, n. 51526)

La particolare tenuità del fatto nei reati urbanistici e paesaggistici

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Con un’interessante pronuncia la Corte di legittimità ha affermato che nel caso di sentenza di  non punibilità ai sensi dell’art. 131-bis cod. pen. emessa nell’ambito di procedimento avente a oggetto violazioni di natura urbanistica (art. 44 d.P.R. n.380/2011) e paesaggistica (art.181 D.lgs. n.42/2004) il Giudice penale non può ordinare la rimessione in pristino dello stato dei luoghi o la demolizione delle opere abusive, in quanto non è configurabile il presupposto della sentenza di condanna, malgrado vi sia un accertamento di responsabilità dell’imputato.
(Cass. Pen. Sez. III, sentenza 10 maggio – 23 ottobre 2018, n. 48248)

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