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Diritto Penale

Frode in commercio: requisiti normativi

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L’art. 515 c.p. sanziona penalmente l’avvenuta cessione di beni laddove questi siano diversi, per origine, provenienza, qualità o quantità, rispetto ai beni dichiarati o pattuiti.
(Cass. Sez. 3^ Penale, sentenza 22 settembre – 26 ottobre 2020, n. 29578)

Trasferimento armi e obbligo di denuncia

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Configura il reato di cui all’art. 38 T.U.L.P.S. (in relazione all’art. 17 dello stesso Testo Unico) il trasferimento di un’arma da un luogo ad un altro, quand’anche esso sia effettuato nell’ambito della circoscrizione territoriale del medesimo ufficio locale di pubblica sicurezza, senza provvedere a ripetere la denuncia, essendo sempre necessario che la competente Autorità abbia in qualsiasi momento certezza del luogo in cui l’arma è detenuta, al fine di effettuare gli eventuali necessari controlli, finalità che sarebbe frustrata se il possessore fosse abilitato agli spostamenti non segnalati dell’arma perché effettuati entro il termine di 72 ore dal primo movimento.
(Cass. Sez. 1^ Penale, sentenza 22 gennaio 2020, n. 10310)

Cannabis light: la cessione a terzi non costituisce reato

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Non è la percentuale di principio attivo contenuto nella sostanza ceduta a documentare l’offensività del fatto, bensì l’idoneità della medesima a produrre un concreto effetto drogante.
(Tribunale Ordinario di Roma, Giudice Tavarnese, sentenza 5 marzo 2020, n. 3308)

Sanzioni amministrative accessorie: obbligo di motivazione

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In materia di sanzioni amministrative accessorie si applica al principio secondo cui la motivazione circa la sussistenza dei parametri di valutazione al fine della commisurazione concreta della sanzione da infliggere assume rilevanza quanto più ci si discosti dal minimo.
(Cass. Pen. Sez. Feriale, sentenza 20-24 agosto 2020, n. 24023)

Militare imputato in processo penale, conseguenze disciplinari

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La disposizione speciale dell’art. 919, comma 3, del codice dell’ordinamento militare consente, in casi di “eccezionale gravità”, la protrazione (giammai l’applicazione ex novo a distanza di tempo) della sospensione precauzionale del militare anche oltre il quinquennio massimo di durata previsto per i dipendenti pubblici dall’art. 9, comma 2, della legge n. 19 del 1990; ciò a condizione che l’Amministrazione attivi il procedimento disciplinare con la contestazione degli addebiti e adduca una specifica motivazione, con la quale si valuti specificamente ogni aspetto oggettivo e soggettivo della condotta del militare.
(Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza 26 marzo 2020, n. 2109)

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