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Penale d'impresa

Sezione a cura dell’Avv. Marcello Bertucci

Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e trust

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Integra il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte disciplinato dell’art. 11 del decreto legislativo 74/2000, la condotta del contribuente che costituisce un trust dopo la notifica di alcune cartelle di pagamento, a prescindere dalla volontà di frodare i creditori privati e non l’erario.
(Cass. Sez. III^ Penale, 17 settembre 2018 – 21 gennaio 2019, n. 2569)

Inquinamento ambientale: compromissione e deterioramento

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Il delitto di inquinamento ambientale ha quale oggetto di tutela penale l’ambiente in quanto tale e postula l’accertamento di un concreto pregiudizio a questo arrecato, secondo i limiti di rilevanza determinati dalla nuova norma incriminatrice, che non richiedono la prova della contaminazione del sito nel senso indicato dal D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 240 ss..
La “compromissione” e il “deterioramento” di cui al nuovo delitto di inquinamento ambientale consistono in un’alterazione, significativa e misurabile, della originaria consistenza della matrice ambientale o dell’ecosistema, caratterizzata, nel caso della “compromissione”, da una condizione di squilibrio funzionale, incidente sui processi naturali correlati alla specificità della matrice o dell’ecosistema medesimi e, nel caso del “deterioramento”, da una condizione di squilibrio “strutturale”, connesso al decadimento dello stato o della qualità degli stessi.
(Cass. Sezione III Penale, 19 settembre – 6 novembre 2018, n. 50018)

Autoriciclaggio: no al concorso per l’extraneus

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Nel rispetto della ratio che ha ispirato l’inserimento nel codice penale dell’art. 648-ter.1 c.p., il soggetto il quale, non avendo concorso nel delitto presupposto non colposo, ponga in essere la condotta tipica di autoriciclaggio, o comunque contribuisca alla realizzazione da parte dell’intraneus delle condotte tipizzate dall’art. 648-ter.1 c.p., continua a rispondere del reato di riciclaggio ex art. 648-bis c.p. (ovvero, ricorrendone i presupposti, di quello contemplato dall’art. 648-ter c.p.) e non di concorso (a seconda dei casi, ex artt. 110 o 117 c.p.) nel meno grave delitto di autoriciclaggio ex art. 648-ter.1 c.p.. Nel predetto caso, soltanto l’intraneus risponderà del delitto di autoriciclaggio.
(nel caso di specie si era in presenza di una commercialista che giovandosi del c.d. scudo fiscale aveva posto in essere una serie di operazioni commerciali, finanziarie e societarie, per consentire di far rientrare in Italia somme considerevoli e di provenienza illecita di un proprio assistito).
(Cass. Sezione II Penale, 17 gennaio – 18 aprile 2018, n. 17235)

Whistleblowing: limiti al diritto all’anonimato

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La norma dettata dal D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 54 bis – nella formulazione vigente prima della riforma del 2017 – è esplicita nel significare che l’anonimato del denunciante – che, in realtà, è solo riserbo sulle generalità, salvo ovviamente il consenso dell’interessato alla loro divulgazione – opera unicamente in ambito disciplinare. Ne consegue – nè potrebbe essere diversamente – che, in caso di utilizzo della segnalazione in ambito penale, non vi è alcuno spazio per l’anonimato.
Tale conclusione trova ancor più tangibile riscontro nella recentissima modifica del detto art. 54 bis di cui alla L. 30 novembre 2017, n. 179, ove, con disciplina più puntuale, coerentemente alla perseguita finalità di apprestare un’efficace tutela del dipendente pubblico che riveli illeciti, è precisato espressamente che, “nell’ambito del procedimento penale, l’identità del segnalante è coperta dal segreto nei modi e nei limiti previsti dall’art. 329 c.p.p.”.
(Cass. Sezione VI Penale, 31 gennaio 2018 – 27 febbraio 2018, n. 9047)

Infortunio sul lavoro: criteri di attribuzione della responsabilità

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Ai fini dell’attribuzione della penale responsabilità per infortunio sul lavoro, non hanno alcun rilevo né la posizione del lavoratore vittima dell’incidente (nel caso di specie dipendente di una ditta appaltatrice e non della ditta dell’imputato), nè le mansioni svolte da tale dipendente posto che l’osservanza degli obblighi di sicurezza imposti normativamente prescinde dalla qualità di lavoratore subordinato dell’infortunato, potendo la parte lesa essere anche del tutto estranea al ciclo produttivo o dal mondo imprenditoriale, purchè frequenti l’azienda per motivi collegati in qualunque modo all’attività della stessa.
(Cass. Sezione IV Penale, 15 novembre 2017, n. 52129)

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