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Particolare tenuità del fatto e casellario giudiziale

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Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno affermato che il provvedimento di archiviazione per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis cod. pen. deve essere iscritto nel casellario giudiziale, fermo restando che non ne deve essere fatta menzione nei certificati rilasciati a richiesta dell’interessato, del datore di lavoro e della pubblica amministrazione.
(Cass. Sezioni Unite Penali, sentenza 30 maggio – 24 settembre 2019, n. 38954)

Difesa di Amministratore di Società: le spese legali non sono detraibili

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Ai fini dell’inerenza all’attività d’impresa, non è sufficiente che il costo sia conseguente in senso generico all’esercizio dell’impresa, ma è necessaria la sua correlazione con un’attività potenzialmente idonea a produrre utili. L’assunzione delle spese per la difesa penale del Presidente/Amministratore della società non è qualificabile costo di operazioni sociali legittime ovvero rientranti nell’oggetto sociale.
(Cass. Civile, sentenza 6 agosto 2019, n. 20945)

Trattamento dati personali e diritto di difesa

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Il necessario requisito del nocumento richiesto per la configurazione del reato dall’art. 167 d.lgs. 196/2003 non può ritenersi sussistente, in caso di produzione in un giudizio civile di documenti contenenti dati personali, ancorché effettuata al di fuori dei limiti consentiti per il corretto esercizio del diritto di difesa, in assenza di elementi fattuali oggettivamente indicativi di una effettiva lesione dell’interesse protetto, trattandosi di informazioni la cui cognizione è normalmente riservata e circoscritta ai soli soggetti professionalmente coinvolti nella vicenda processuale, sui quali incombe un obbligo di riservatezza.
(Cass. Penale Sez. 3^, sentenza 29 marzo – 29 maggio 2019, n. 23808)

Arresti domiciliari esecutivi e misure alternative alla detenzione

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Per l’accoglimento dell’istanza di affidamento in prova ai servizi sociali, non può esigersi – in positivo – la dimostrazione che il soggetto abbia già compiuto una completa revisione critica del proprio passato, bensì è sufficiente che dai risultati dell’osservazione della personalità emerga che un siffatto processo critico sia stato almeno avviato, nella prospettiva di un suo ottimale reinserimento sociale, non postulando – la misura alternativa suddetta – come presupposto indispensabile al suo riconoscimento la verifica di una già conseguita, radicale emenda da parte del condannato, che costituisce invece l’obiettivo da raggiungere con il completamento del processo di rieducazione, ma esigendo piuttosto il riscontro dell’esistenza di elementi dai quali possa desumersi l’avvenuto, sicuro inizio di questo processo.

I reati di corruzione e la legge c.d. “Spazzacorrotti”

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Il 26 settembre 2019 alle ore 14,30, presso l’Aula Giallombardo della Corte di Cassazione, si terrà l’incontro sul tema: “I reati corruzione e la legge c.d. Spazzacorrotti” organizzato dalla Struttura di formazione decentrata della Corte di cassazione.

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