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Connessione di procedimenti aventi a oggetto reati comuni e militari

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Se ricorre una delle ipotesi di connessione di reati di cui all’art. 12 c.p.p. (non importa se ad essere coinvolto è un solo imputato militare oppure anche altri imputati, civili o militari, giacché ciò che è determinante è l’oggettiva natura e gravità di tali reati) e di tali reati almeno uno è militare e l’altro comune, allora delle due l’una: a) se il reato comune è più grave, l’AGO è munita in via esclusiva di giurisdizione per tutti i reati; b) altrimenti l’AGO procederà per il reato comune e l’AGM per quello militare.
(Tribunale Militare di Roma, G.U.P. Dott. G. CARLIZZI, sentenza 22-30 ottobre 2015, n. 58)

DASPO: disciplina dell’obbligo di presentazione alla P.G.

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Il G.I.P. presso il Tribunale Ordinario di Roma, ha fatto piena luce sul quadro normativo vigente in materia di D.A.SPO. (divieto di accedere alle manifestazione sportive) risultante dalla combinazione del provvedimento legislativo d’urgenza e del successivo atto di conversione (D.L. 22/08/2014 n. 119, convertito dalla legge 17/10/2014 n.146): l’imposizione della prescrizione di cui al comma 2 dell’art. 6 della legge 401/1989 (obbligo di presentarsi presso l’ufficio di P.G. in concomitanza con le partite disputate dalla squadra) si applica ai “recidivi” amministrativi nella misura da 5 ad 8 anni solo se la condotta è di gruppo, altrimenti vale la forbice “classica” che va da 1 a 5 anni.
(Tribunale di Roma, GIP Dott. A. ARTURI, ordinanza 22 ottobre 2015)

Ricorso inammissibile e prescrizione del reato

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Con ordinanza depositata il 7 luglio 2015, la Seconda Sezione Penale ha rimesso alle Sezioni Unite la soluzione del contrasto registratosi in giurisprudenza in ordine alla rilevabilità d’ufficio della prescrizione del reato maturata prima della pronuncia della sentenza di appello e non dedotta, né rilevata in quel grado di giudizio o nei motivi di ricorso.
(Cass. Sez. II^ Penale, ordinanza 18 giugno – 7 luglio 2015, n. 28790)

Videoriprese del datore di lavoro: utilizzibilità

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Sono utilizzabili nel processo penale, ancorchè imputato sia il lavoratore subordinato, i risultati delle videoriprese effettuate con telecamere installate all’interno dei luoghi di lavoro ad opera del datore di lavoro per esercitare un controllo a beneficio del patrimonio aziendale messo a rischio da possibili comportamenti infedeli dei lavoratori, perchè le norme dello Statuto dei lavoratori poste a presidio della loro riservatezza non fanno divieto dei cosiddetti controlli difensivi del patrimonio aziendale e non giustificano pertanto l’esistenza di un divieto probatorio.
(Cass. Sezione II Penale, 16 – 22 gennaio 2015, sentenza n. 2890)

Privacy: utilizzabilità filmati videosorveglianza

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E’ utilizzabile il filmato del sistema di sorveglianza conservato per un tempo superiore a quello consentito dalla normativa in tema di “privacy” (art. 11 d.lg n.196/2003) atteso che il passaggio delle ore non ne determina l’inutilizzabilità in senso assoluto essendo tale termine posto solo a presidio della tutela della riservatezza, che verrebbe posta in pericolo ove fosse consentito di conservare indefinitivamente tali registrazioni.
(Cass. Sezione II Penale, 8 marzo – 23 marzo 2013, n. 22169)

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