Con una interessante e dotta ordinanza, il GIP presso il Tribunale Ordinario di Roma ha fornito i necessari chiarimenti in merito alle scansioni processuali e le relative facoltà delle parti nell’ambito del c.d. rito abbreviato atipico, innestato con istanza dell’imputato a seguito di richiesta di giudizio immediato avanzata dal Pubblico Ministero.
(Giudice per le indagini preliminari, Dott.ssa A. Gerardi, ordinanza 15 novembre 2017, in proc. 15970/17 GIP)

Se il giudice per le indagini preliminari riconosce la particolare tenuità del fatto in assenza di una richiesta specifica in tal senso del pubblico ministero il provvedimento è nullo, in quanto non rispetta la specifica disposizione contenuta nel comma 1 bis del citato art. 411 c.p.p., in cui si richiede che lo stesso sia preceduto da apposita richiesta in tal senso del pubblico ministero, richiesta che deve essere portata a conoscenza delle parti (sia dell’indagato sia della persona offesa, anche se quest’ultima non ne ha fatto, in precedenza, esplicita richiesta), in modo che, all’udienza in camera di consiglio, il contraddittorio fra le parti si svolga proprio su tale questione.
(Cass. Penale Sez. 2^, sentenza 14 settembre – 4 ottobre 2017, n. 45630)

Le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione hanno affermato che il tribunale, con la sentenza dichiarativa di incompetenza per materia per uno dei reati previsti dall’art. 51, comma 3 – bis, cod. proc. pen., attribuiti alla competenza della Corte di Assise, deve trasmettere per il giudizio gli atti direttamente a questa, sempreché non sia stata dichiarata la competenza del giudice di altro Distretto e, le funzioni di Pubblico Ministero e Giudice dell’udienza preliminare siano state svolte rispettivamente dal Pubblico Ministero e dal Giudice competenti funzionalmente ai sensi degli artt. 51, comma 3 – bis, ultimo periodo e 328, comma 1 – bis, cod. proc. pen.
(Cass. Sez. Un. Penali, sentenza 23 marzo – 31 agosto 2017, n. 39746)

Il sequestro probatorio mira ad assicurare al procedimento quelle res necessarie per l’accertamento dei fatti. Ciò posto, anche nel caso in cui il sequestro probatorio abbia ad oggetto res qualificabili come corpo del reato e/o pertinenti al reato, il pubblico ministero è tenuto a specificare le finalità probatorie che intende garantire attraverso il mantenimento del sequestro medesimo.

L’art. 408, comma 3-bis, cod. proc. pen., secondo il quale per i delitti commessi con violenza contro la persona l’avviso della richiesta di archiviazione è in ogni caso notificato alla persona offesa a cura del P.M., è applicabile anche nel procedimento davanti al giudice di pace.
(Cass. Sez. V Penale, sentenza 2 marzo – 28 maggio 2015, n. 22991)

Nell’udienza camerale tenuta a seguito dell’opposizione proposta dalla persona offesa avverso la richiesta di archiviazione avanzata dal P.M., il giudice deve provvedere all’audizione dell’opponente qualora questi ne abbia fatto domanda e l’eventuale omissione di tale adempimento produce – per il combinato disposto degli artt. 127, commi terzo e quinto e 409, comma secondo, cod. proc. pen. – una nullità a regime intermedio, la quale deve essere eccepita immediatamente dopo il mancato compimento dell’atto.

(Cass. Pen. Sez. 6, sentenza 2 – 11 aprile 2014, n. 16169)

Le Sezioni unite, risolvendo il contrasto insorto tra le Sezioni semplici della Corte di cassazione, hanno affermato che nell’udienza preliminare la richiesta di giudizio abbreviato può essere presentata dall’imputato anche dopo la formulazione delle conclusioni da parte del pubblico ministero, ma comunque non oltre le conclusioni definitive rassegnate dal proprio difensore.
(Cass. Sezioni Unite Penali, sentenza 27 marzo – 16 maggio 2014, n. 20214)

L’imputato non appellante può chiedere di poter partecipare al giudizio del coimputato appellante per vedersi riconoscere gli effetti positivi in caso di accoglimento dei motivi non esclusivamente personali proposti da quest’ultimo. Tra gli effetti positivi che possono estendersi al coimputato non appellante vi è anche quello della declaratoria di prescrizione dei reati.
(Cass. Sezione III Penale , 24 gennaio – 5 marzo 2013, n. 10223)

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