7

La Prima Sezione della Corte di cassazione ha affermato che l’ordinanza emessa in dibattimento, all’inizio o nel corso dello stesso, di rigetto della richiesta di estinzione del reato per condotte riparatorie, ex art. 162 ter cod. pen., è appellabile unitamente alla sentenza di primo grado; detta ordinanza, comunque motivata, non è autonomamente impugnabile per abnormità, in quanto si colloca all’interno del sistema processuale e non determina alcuna stasi del procedimento.
(Cass. Penale Sez. Sesta 29 maggio – 28 giugno 2018, n. 29562)

192

Le Sezioni unite della Corte di cassazione, hanno affermato che il sostituto processuale del difensore al quale il danneggiato abbia rilasciato procura speciale al fine di esercitare l’azione civile nel processo penale, non ha la facoltà di costituirsi parte civile, salvo che detta facoltà sia stata espressamente conferita nella procura o che il danneggiato sia presente all’udienza di costituzione.
(Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, sentenza 21 dicembre 2017 – 16 marzo 2018, n. 12213)

430

I dati informatici acquisiti dalla memoria del telefono in uso all’indagata (sms, messaggi whatsapp, messaggi di posta elettronica “scaricati” e/o conservati nella memoria dell’apparecchio celluiare) hanno natura di documenti ai sensi dell’art. 234 cod. proc. pen.
(Cass. Penale Sez. V, sentenza 21 novembre 2017 – 16 gennaio 2018, n. 1822)

770

La declaratoria di inammissibilità per rinuncia al ricorso, può essere pronunciata “de plano”, ai sensi dell’art. 610, comma 5 bis, cod. proc. pen. – introdotto dalla legge 23 giugno 2017, n. 103 -, anche se l’atto impugnato sia stato emesso prima della entrata in vigore della nuova disposizione, trattandosi di causa d’inammissibilità già prevista e riferendosi la nuova norma al procedimento dinanzi la Corte di cassazione e non al regime delle impugnazioni.
(Cass. Penale Sez. 1^, sentenza 7 – 15 novembre 2017, n. 522658)

531

La Sesta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, stante la divaricazione giurisprudenziale determinatasi sul tema, rimette alle Sezioni Unite la soluzione del dissidio interpretativo in merito alla legittimazione a costituirsi parte civile del sostituto processuale del difensore, che sia stato nominato dalla persona offesa procuratore speciale al fine di esercitare l’azione civile nel processo penale.
La decisione è prevista per il 21/12/2017.
(Cass. Penale Sez. VI, ordinanza 17 – 27 ottobre 2017, n. 49527)

671

E’ affetta da nullità di ordine generale a regime intermedio la notifica del decreto di citazione eseguita, ex art. 157, comma otto bis, cod. proc. pen., presso il difensore di fiducia nel caso in cui l’imputato abbia ritualmente dichiarato domicilio.
(Cass. Penale Sez. Sesta, sentenza 15 febbraio – 13 marzo 2017, n. 11954)

1035

E’ abnorme il provvedimento con il quale il GIP, a seguito di opposizione a decreto penale di condanna con richiesta di ammissione alla oblazione, dichiari esecutivo il decreto opposto sull’impossibilità di ammettere l’imputato alla oblazione (non prevedendolo il reato) perché priva l’imputato della possibilità di rimettere in discussione, nel contraddittorio delle parti, la sua responsabilità. Pertanto, anche se con l’atto di opposizione non è stato richiesto il giudizio, comunque il giudice deve emettere decreto di giudizio immediato.

Cass. Sez.3, sentenza n.35442 del 24/08/16 (ud. 1/07/16) 

1653

In base al principio della presunzione di innocenza e della regola dell’oltre ogni ragionevole dubbio, spetta all’accusa provare tutti gli elementi costitutivi del fatto di reato e la loro riconducibilità all’imputato senza che permanga in proposito alcun ragionevole dubbio.
Affinchè il parametro dell’al di là del ragionevole dubbio sia rispettato occorre che il reato sia attribuibile all’imputato con un alto grado di credibilità razionale: ciò significa che le ipotesi alternative, pur astrattamente formulabili, devono risultare prive di qualsiasi concreto riscontro nelle risultanze processuali ed estranee all’ordine naturale delle cose e della normale razionalità umana.
(Cass. Sezione IV Penale, 3 maggio – 5 ottobre 2016, n. 41968)

1039

In tema di sospensione del procedimento con messa alla prova, qualora la richiesta di sospensione formulata nel corso dell’udienza preliminare venga rigettata dal g.u.p., l’imputato può impugnare tale decisione con ricorso per cassazione ovvero può riproporre la richesta nel giudizio, prima dell’apertura del dibattimento, essendogli invece preclusa la facoltà di reiterare la richiesta prima della conclusione dell’udienza preliminare.
(Cass. Penale Sez. II, sentenza 4 – 13 novembre 2015, n. 45338)

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