168

La Sesta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, stante la divaricazione giurisprudenziale determinatasi sul tema, rimette alle Sezioni Unite la soluzione del dissidio interpretativo in merito alla legittimazione a costituirsi parte civile del sostituto processuale del difensore, che sia stato nominato dalla persona offesa procuratore speciale al fine di esercitare l’azione civile nel processo penale.
La decisione è prevista per il 21/12/2017.
(Cass. Penale Sez. VI, ordinanza 17 – 27 ottobre 2017, n. 49527)

442

E’ affetta da nullità di ordine generale a regime intermedio la notifica del decreto di citazione eseguita, ex art. 157, comma otto bis, cod. proc. pen., presso il difensore di fiducia nel caso in cui l’imputato abbia ritualmente dichiarato domicilio.
(Cass. Penale Sez. Sesta, sentenza 15 febbraio – 13 marzo 2017, n. 11954)

450

E’ abnorme il provvedimento con il quale il GIP, a seguito di opposizione a decreto penale di condanna con richiesta di ammissione alla oblazione, dichiari esecutivo il decreto opposto sull’impossibilità di ammettere l’imputato alla oblazione (non prevedendolo il reato) perché priva l’imputato della possibilità di rimettere in discussione, nel contraddittorio delle parti, la sua responsabilità. Pertanto, anche se con l’atto di opposizione non è stato richiesto il giudizio, comunque il giudice deve emettere decreto di giudizio immediato.

Cass. Sez.3, sentenza n.35442 del 24/08/16 (ud. 1/07/16) 

1070

In base al principio della presunzione di innocenza e della regola dell’oltre ogni ragionevole dubbio, spetta all’accusa provare tutti gli elementi costitutivi del fatto di reato e la loro riconducibilità all’imputato senza che permanga in proposito alcun ragionevole dubbio.
Affinchè il parametro dell’al di là del ragionevole dubbio sia rispettato occorre che il reato sia attribuibile all’imputato con un alto grado di credibilità razionale: ciò significa che le ipotesi alternative, pur astrattamente formulabili, devono risultare prive di qualsiasi concreto riscontro nelle risultanze processuali ed estranee all’ordine naturale delle cose e della normale razionalità umana.
(Cass. Sezione IV Penale, 3 maggio – 5 ottobre 2016, n. 41968)

629

In tema di sospensione del procedimento con messa alla prova, qualora la richiesta di sospensione formulata nel corso dell’udienza preliminare venga rigettata dal g.u.p., l’imputato può impugnare tale decisione con ricorso per cassazione ovvero può riproporre la richesta nel giudizio, prima dell’apertura del dibattimento, essendogli invece preclusa la facoltà di reiterare la richiesta prima della conclusione dell’udienza preliminare.
(Cass. Penale Sez. II, sentenza 4 – 13 novembre 2015, n. 45338)

450

In caso di richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova dell’imputato, il giudice è tenuto a verificare la correttezza della qualificazione giuridica attribuita al fatto dall’accusa e può – ove la ritenga non corretta – modificarla, traendone i conseguenti effetti sul piano della ricorrenza o meno dei presupposti dell’istituto in questione.
(Cass. Penale Sez. IV, sentenza 20 ottobre 2015 – 3 febbraio 2016, n. 4527)

352

Ritenuta la rilevanza e la non manifesta infondatezza della questione di costituzionalità degli artt. 161 e 163 c.p.p. nella parte in cui non prevedono la notifica personale dell’atto introduttivo del giudizio penale, nell’ipotesi di elezione di domicilio presso il difensore di ufficio effettuata innanzi la polizia giudiziaria procedente.
(Tribunale di Asti, ordinanza 10 novembre 2015, Giudice Dott. Giulio Corato)

647

Il principio del “ne bis in idem” europeo, sancito dall’art. 54 della Convenzione del 19 giugno 1990 di applicazione dell’Accordo di Schengen del 14 giugno 1985, ratificata e posta in esecuzione dall’Italia con L. 30 settembre 1993, n. 388, opera nel diritto interno solo in presenza di una sentenza o di un decreto penale divenuti irrevocabili, non potendo essere considerato preclusivo del giudizio in Italia per i medesimi fatti un provvedimento rapportabile a una decisione di archiviazione emessa dall’autorità giudiziaria straniera, inidonea a definire il giudizio con efficacia di giudicato.
(Cass. Sezione II Penale, 8 maggio – 30 maggio 2014, n. 22566)

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