42

Il 21 dicembbre 2017 le Sezioni Unite decideranno se, a seguito delle modifiche apportate dalla legge 23 giugno 2017, n. 103 agli artt. 571 e 613 cod. proc. pen., con cui si è esclusa la facoltà dell’imputato di proporre personalmente ricorso per cassazione, permanga la legittimazione di questi a proporre personalmente ricorso in materia di misure cautelari personali, ai sensi dell’art. 311 cod. proc. pen.

Con una interessante e dotta ordinanza, il GIP presso il Tribunale Ordinario di Roma ha fornito i necessari chiarimenti in merito alle scansioni processuali e le relative facoltà delle parti nell’ambito del c.d. rito abbreviato atipico, innestato con istanza dell’imputato a seguito di richiesta di giudizio immediato avanzata dal Pubblico Ministero.
(Giudice per le indagini preliminari, Dott.ssa A. Gerardi, ordinanza 15 novembre 2017, in proc. 15970/17 GIP)

167

La Sesta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, stante la divaricazione giurisprudenziale determinatasi sul tema, rimette alle Sezioni Unite la soluzione del dissidio interpretativo in merito alla legittimazione a costituirsi parte civile del sostituto processuale del difensore, che sia stato nominato dalla persona offesa procuratore speciale al fine di esercitare l’azione civile nel processo penale.
La decisione è prevista per il 21/12/2017.
(Cass. Penale Sez. VI, ordinanza 17 – 27 ottobre 2017, n. 49527)

Se il giudice per le indagini preliminari riconosce la particolare tenuità del fatto in assenza di una richiesta specifica in tal senso del pubblico ministero il provvedimento è nullo, in quanto non rispetta la specifica disposizione contenuta nel comma 1 bis del citato art. 411 c.p.p., in cui si richiede che lo stesso sia preceduto da apposita richiesta in tal senso del pubblico ministero, richiesta che deve essere portata a conoscenza delle parti (sia dell’indagato sia della persona offesa, anche se quest’ultima non ne ha fatto, in precedenza, esplicita richiesta), in modo che, all’udienza in camera di consiglio, il contraddittorio fra le parti si svolga proprio su tale questione.
(Cass. Penale Sez. 2^, sentenza 14 settembre – 4 ottobre 2017, n. 45630)

188

E’ inammissibile il ricorso per cassazione proposto avverso l’ordinanza che, ai sensi dell’art. 28, comma 5, d.P.R. 22 settembre 1988, n.448, dispone la revoca dell’ammissione dell’imputato minorenne alla messa alla prova e la sospensione del processo, potendo detto provvedimento essere impugnato soltanto unitamente alla sentenza conclusiva del giudizio.
(Cass. Penale Sez. I^, sentenza 26 – 29 ottobre 2017, n. 45140)

373

Ai fini dell’osservanza dell’art. 299, comma 4 bis, c.p.p. nella parte in cui prescrive che la richiesta, da parte dell’imputato, di revoca o sostituzione della misura cautelare, qualora questa sia stata applicata per taluno dei delitti di cui al precedente comma 2 bis dello stesso art. 299, sia notificata, a pena di inammissibilità, presso il difensore della persona offesa ovvero direttamente a quest’ultima, salvo il caso di mancata dichiarazione o elezione di domicilio, deve ritenersi consentito che detta notifica venga effettuata a mezzo PEC dal difensore dell’imputato a quello della persona offesa.

301

A differenza delle dichiarazioni spontanee di cui all’art. 350, comma 7, c.p.p., la cui inutilizzabilità è limitata alla eventuale fase dibattimentale, le dichiarazioni “sollecitate” previste dal comma 5 dello stesso art. 350 non sono mai suscettibili di utilizzazione a fini probatori, neanche quando l’utilizzazione sia richiesta dallo stesso imputato.

212

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 656, co. 9, lett. A) c.p.p. per violazione dell’art. 31, co. 2, Cost., nel suo collegamento con l’art. 27, co. 3, Cost., nella parte in cui non consente la sospensione dell’esecuzione della pena detentiva nei confronti dei minorenni condannati per i delitti ivi elencati.
(Corte Costituzionale, sentenza 22 febbraio – 28 aprile 2017, n. 90)

Le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione hanno affermato che il tribunale, con la sentenza dichiarativa di incompetenza per materia per uno dei reati previsti dall’art. 51, comma 3 – bis, cod. proc. pen., attribuiti alla competenza della Corte di Assise, deve trasmettere per il giudizio gli atti direttamente a questa, sempreché non sia stata dichiarata la competenza del giudice di altro Distretto e, le funzioni di Pubblico Ministero e Giudice dell’udienza preliminare siano state svolte rispettivamente dal Pubblico Ministero e dal Giudice competenti funzionalmente ai sensi degli artt. 51, comma 3 – bis, ultimo periodo e 328, comma 1 – bis, cod. proc. pen.
(Cass. Sez. Un. Penali, sentenza 23 marzo – 31 agosto 2017, n. 39746)

442

E’ affetta da nullità di ordine generale a regime intermedio la notifica del decreto di citazione eseguita, ex art. 157, comma otto bis, cod. proc. pen., presso il difensore di fiducia nel caso in cui l’imputato abbia ritualmente dichiarato domicilio.
(Cass. Penale Sez. Sesta, sentenza 15 febbraio – 13 marzo 2017, n. 11954)

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