Così come il difensore dell’imputato ammesso al gratuito patrocinio ha diritto al rimborso degli onorari e delle spese anche in caso di condanna, analogamente il difensore della parte civile ha diritto al compenso anche in caso di rigetto della domanda risarcitoria, non potendo il principio della soccombenza operare tra soggetti, lo Stato e la persona ammessa al gratuito patrocinio, che non sono parti contrapposte di un giudizio.

291

Nella Gazzetta Ufficiale n. 186 del 12 agosto 2015 è stato pubblicato il Decreto Interministeriale (Giustizia-Mef) del 7 maggio 2015, riguardante “l’Adeguamento dei limiti di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato”: l’importo di euro 11.369,24, indicato nell’art. 76, comma 1, del d.P.R. n. 115/02, cosi’ come adeguato con decreto del 1 aprile 2014, e’ aggiornato in euro 11.528,41.

Il G.I.P. presso il Tribunale di Roma, chiamato a decidere sulla liquidazione degli onorari spettanti al difensore per la partecipazione all’udienza di convalida, rigetta le richieste relative alle fasi “istruttoria” e “decisoria”, motivando, in tema di decorrenza degli effetti dell’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato: l’imputato è stato ammesso al beneficio dopo l’udienza di convalida, e ciò malgrado l’espressa riserva formulata nel corso dell’udienza ai sensi dell’art. 109 D.P.R. 115/2002.

359

Ai fini dell’ammissione al beneficio, l’indagine sui redditi non può avvalersi di automatismi e richiede la disamina della fattispecie concreta, escludendo, comunque, possa attribuirsi rilievo a sentenze non irrevocabili, in quanto ciò vulnera la presunzione di innocenza.
E’ illegittimo il diniego del beneficio fondato su una condanna non definitiva dalla quale possa inferirsi l’esistenza di redditi illeciti. (Nella specie il richiedente era stato condannato in primo grado per il reato di rapina da cui aveva tratto un profitto illecito di 27.500 euro e la sentenza non era ancora divenuta irrevocabile). 
(Cass. Penale Sez. IV, sentenza 20 febbraio – 24 aprile 2013, n. 18591)

245

La Sezione Penale del Tribunale di Piacenza, con provvedimento 25 ottobre 2012, elaborato a seguito delle recenti riforme attuate con la legge 24 marzo 2012 n. 27 e Decreto Ministeriale n. 140/2012, diffonde le nove prassi operative in materia di liquidazione dei compensi professionali agli avvocati.

274
In tema di patrocinio a spese dello Stato, la competenza per la liquidazione dei compensi professionali al difensore per i procedimenti incidentali de libertate spetta al giudice della fase o del grado del processo principale in cui è stata svolta l’attività difensiva da remunerare.
(Cass. Sezione I Penale, 30 settembre – 2 novembre 2011, n. 39558)

290
Il Tribunale di Roma conferma l’orientamento di legittimità secondo il quale il difensore d’ufficio ha diritto ad essere rimborsato per i compensi  relativi alla procedura esecutiva inutilmente esperita per la riscossione dell’onorario.
(Tribunale di Roma, Giudice dott. Trani, decreto 12 settembre 2011)

730
La competenza a decidere sui ricorsi presentati avverso il decreto di revoca dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato è del Giudice penale.
La Suprema Corte, infatti, ha riconosciuto la competenza del Giudice civile esclusivamente in ordine ai ricorsi che nascono dal procedimento di opposizione ex art. 170 del D.P.R. 115/2002, al decreto di liquidazione dei compensi ai custodi e agli ausiliari dei magistrati ed ai decreti di liquidazione degli onorari dovuti ai difensori nominati nell’ambito del patrocinio a spese dello Stato, indipendentemente dalla circostanza che il decreto di liquidazione sia state pronunciato in un giudizio penale.
(Cass. sez. I Civile, ordinanza 17 febbraio – 24 marzo 2011, n. 6840)

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